Camere con sensori sempre più grandi, che lasciano entrare più luce in modo da rendere migliori le immagini e le riprese effettuate in condizioni di scarsa luminosità ambientale, tra cui ovviamente quelle notturne.
Indice
Le basi del volo notturno col drone
Cosa si intende per “Notte”?
La prima cosa da fare, visto che il volo di notte rappresenta una specificità delle condizioni normali, è definire esattamente questo periodo di tempo. Secondo il Regolamento di esecuzione (UE) n. 923/201, con “notte” si intendono
“le ore comprese tra la fine del crepuscolo serale civile e l’inizio del crepuscolo mattutino civile. Il crepuscolo civile termina la sera quando il centro del disco solare si trova 6 gradi sotto la linea dell’orizzonte e inizia il mattino quando il centro del disco solare si trova 6 gradi sotto l’orizzonte”.
Dove trovare in pratica gli orari del crepuscolo? Esistono molte applicazioni o siti web fruibili gratuitamente, che mostrano l‘orario del crepuscolo civile. Basta cercare “Golden hours” o “Blue hours”, in italiano ora d’oro o ora blu, che sono considerate ore particolarmente indicate, con un buona resa cromatica, da tutti i fotografi, videomaker sia terrestri che aerei. Tali siti (o applicazioni per smartphone) forniscono anche le indicazioni delle ore del crepuscolo, basate sulla locazione del sito di interesse, del giorno, mese dell’anno in corso.
Volare sempre in VLOS
Definito con precisione il periodo di tempo della notte, è anche poi necessario rinfrescare le basi normative del volo col drone, rispetto alla visibilità da parte del pilota. A questo proposito, il punto 7 dell’art. 2 del REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2019/947 spiega il concetto di:
«operazione entro la distanza di visibilità» («VLOS», visual line of sight): un tipo di operazione UAS in cui il pilota remoto è in grado di mantenere un contatto visivo costante e senza l’aiuto di strumenti con l’aeromobile senza equipaggio, consentendo al pilota remoto di controllare la traiettoria di volo dell’aeromobile senza equipaggio rispetto ad altri aeromobili, a persone e a ostacoli al fine di evitare collisioni;
Parliamo quindi sempre di “volo a vista”, una condizione fondamentale che in effetti può, in alcune precise circostanze, essere soddisfatta anche di notte, ad esempio se nel punto in cui voliamo ci sono delle luci artificiali che rendono visibile il drone agli occhi del pilota.
Riconoscere il drone con i propri occhi non è però sufficiente per volare di notte. Se infatti il Regolamento UAS OPEN 060 richiama il concetto di VLOS affermando che “Durante il volo, il pilota remoto deve”
b) mantenere l’aeromobile senza equipaggio in VLOS ed effettuare una scansione visiva costante e completa dello spazio aereo circostante l’aeromobile senza equipaggio, al fine di prevenire qualsiasi rischio di collisione con eventuali aeromobili con equipaggio. Il pilota remoto deve interrompere il volo se l’operazione rappresenta un rischio per gli altri aeromobili, le persone, gli animali, l’ambiente o la proprietà;
in seguito specifica anche che
g) durante le operazioni effettuate di notte, assicurarsi che sia attivata una luce verde lampeggiante.
Come devono essere le luci per volare di notte col drone
Come pure altri elementi normativi, anche l’obbligo delle luci per i droni che volano di notte si è evoluto nel corso degli ultimi anni. Prima del 2022, infatti, la normativa prevedeva che per volare in regola di notte i droni avessero delle luci aeronautiche, ossia una luce verde sul lato destro e una rossa sul lato sinistro, finalizzate a permettere, a chi osserva il drone, di comprendere in pochi istanti il suo orientamento e la sua direzione.
Dal 01 luglio 2022 invece le autorità normative hanno invece deciso di sterzare verso una caratteristica distintiva esclusiva dei droni, per distinguerli dagli altri velivoli dotati di equipaggio. Ecco allora che le luci aeronautiche sono diventate una “luce verde lampeggiante”.
Questo sistema in effetti fa distinguere con precisione a chi si trova a terra, che sta osservando un drone e non un aeromobile tradizionale, ma non permette né al pilota né ad altri utilizzatori dello spazio aereo, la direzione e l’orientamento del drone.
Il mio drone è in regola per il volo notturno?
Ad oggi non tutti i droni possiedono una luce verde lampeggiante, un requisito che come abbiamo visto è cruciale per essere in regola se si vola di notte. I modelli meno recenti, ad esempio, potrebbero esserne provvisti, e in quel caso l’unica soluzione sarebbe installare un apposito kit, tenendo sempre presente però che l’aggiunta di peso, anche se di poco, potrebbe portare il drone a superare i limiti previsti dalla sua classe. Ricordiamo anche che non è possibile modificare UAS o droni con marcatura di classe: C0 ~C6.
Lo strano caso del DJI Mini 3 Pro
Non basta che il drone possieda effettivamente una luce o delle luci verdi, perché queste devono poi effettivamente entrare in funzione quando necessario. Abbiamo infatti registrato dei rari casi in cui le due cose non andavano sempre di pari passo. Il caso più eclatante è sicuramente quello del Mini 3 Pro.
Il piccolo drone DJI, che abbiamo recensito a fondo qui, monta delle luci verdi lampeggianti e quindi sarebbe in regola al 100% con la normativa. Quando venne ufficialmente presentato sul mercato, però, il funzionamento delle luci veniva disabilitato via software durante la registrazione video. In sostanza, DJI spegneva le luci, posizionate sul lato anteriore del velivolo, per evitare il rischio che rovinassero le foto e le riprese aeree. In questo modo, però, paradossalmente il drone non era più in regola per volare di notte.
Ovviamente, se il drone è equipaggiato con le luci idonee, il loro funzionamento può essere perfezionato attraverso un semplice aggiornamento del firmware e quindi il problema è facilmente risolvibile. Stessa sorte per il drone DJI Mini 4 Pro, ma sembra che questa limitazione sia stata risolta dall’ultimo aggiornamento firmware del velivolo.


