Shield AI presenta X-BAT: un fighter VTOL guidato dall’intelligenza artificiale

Shield AI ha svelato X-BAT, un velivolo da combattimento unmanned capace di decolli e atterraggi verticali (VTOL), che l’azienda definisce come possibile evoluzione della «drone wingman» e della prossima generazione di aerei da combattimento.

Progettato per operazioni expeditionary e marittime

X-BAT nasce per operare in ambienti contestati, sia in missioni expeditionary che marittime. Il cuore del sistema è il software autonomo Hivemind di Shield AI, già collaudato su altre piattaforme. Grazie a questo cervello digitale, X-BAT può decollare e atterrare verticalmente, senza necessità di piste, offrendo una flessibilità operativa che potrebbe cambiare il modo in cui Stati Uniti e alleati conducono la guerra aerea.

«Airpower without runways is the holy grail of deterrence», ha dichiarato Brandon Tseng, cofondatore e presidente di Shield AI. «Dà alle nostre forze persistenza, portata e sopravvivenza, e offre alla diplomazia un giorno in più».

Autonomia e ruolo da drone wingman

Grazie a Hivemind, X-BAT è in grado di penetrare spazi aerei contestati, collaborare con velivoli con pilota e portare a termine tattiche di squadra senza bisogno di comunicazioni costanti. Può operare come “drone wingman” — un concetto che l’US Air Force definisce Collaborative Combat Aircraft (CCA) — oppure in modo completamente autonomo.

Lo stesso software Hivemind è stato impiegato per controllare l’X-62A VISTA, un F-16 sperimentale modificato per volare da solo e perfino ingaggiare duelli aerei autonomamente. L’ex segretario dell’Air Force, Frank Kendall, ha pilotato VISTA nel maggio 2024, dimostrando le potenzialità dell’autonomia in volo.

Capacità operative e vantaggi tattici

Shield AI afferma che X-BAT può superare le 2000 miglia nautiche di autonomia anche completamente armato, caratteristica che gli permette di lanciare operazioni da navi, isole o basi improvvisate prive di piste. Le missioni possibili includono strike, operazioni di contro-air, guerra elettronica e ricognizione ISR (intelligence, surveillance e reconnaissance).

Costi, autonomia e concetto di “attritable”

La società non ha comunicato il costo dell’X-BAT, ma assicura che l’acquisizione e la manutenzione saranno molto più economiche rispetto ai caccia di quinta generazione. Ciò renderebbe il drone “attritable”, cioè sacrificabile in missione senza impatti economici gravi. È un approccio che rispecchia la filosofia dell’Air Force di creare “affordable mass”, aumentando le capacità operative senza superare i limiti di bilancio.

Design compatto e integrazione flessibile

Un altro punto di forza di X-BAT è la compattezza: fino a tre droni possono occupare lo spazio di un singolo caccia o elicottero tradizionale. Il design “platform agnostic” lo rende integrabile con concetti attuali e futuri sia della US Air Force che della Marina.

Armor Harris, senior vice president of aircraft di Shield AI, definisce il progetto «una rivoluzione nella potenza aerea» per la combinazione di capacità VTOL, autonomia, raggio operativo e versatilità. «VTOL più autonomia risolvono la vulnerabilità a terra e la dipendenza dai rifornitori. La capacità multiruolo offre flessibilità critica man mano che le minacce evolvono, perché nessun piano sopravvive al primo contatto con il nemico».

Il contesto del programma CCA

Nel comunicato, Shield AI ricorda che i primi due candidati del programma CCA dell’Air Force, prodotti da General Atomics e Anduril, hanno designazioni che iniziano con “YFQ”. È un segnale chiaro: i CCA sono droni che svolgono missioni da caccia, unendo la “Q” dei velivoli senza pilota alla “F” dei fighter nella nomenclatura dell’aeronautica.

Con X-BAT, Shield AI propone una visione di potenza aerea autonoma, flessibile e indipendente dalle piste. Il suo mix di autonomia, capacità VTOL e costo contenuto potrebbe rappresentare un punto di svolta nel modo in cui le forze aeree pianificano il combattimento del futuro.

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