Droni e Agricoltura: via da Agea-Enac al monitoraggio delle superfici agricole per gli aiuti Pac

I droni diventano uno strumento operativo per il monitoraggio delle superfici agricole ammissibili agli aiuti della Pac: è questo il cuore del protocollo d’intesa tra Agea ed Enac che entra ora nella sua fase più concreta, con l’avvio delle attività sul campo e le prime riunioni operative.

Come sottolinea il comunicato ufficiale sul sito dell’ENAC, l’obiettivo è rafforzare l’efficacia della mappatura continua del territorio e garantire maggiore tempestività nell’erogazione dei ristori agli agricoltori, assicurando allo stesso tempo un utilizzo sempre più efficiente delle risorse pubbliche.

Un sistema già attivo che ora si arricchisce dei droni

Il lavoro congiunto tra Agea ed Enac si inserisce in un percorso già avviato dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, che comprende strumenti come la Carta Nazionale dell’Uso dei Suoli, l’Area Monitoring System (AMS) e il Sistema di Geotag.

L’introduzione dei droni rappresenta quindi un ulteriore step tecnologico, pensato per migliorare la capacità di osservazione e controllo delle superfici agricole. Infatti le nuove tecnologie saranno utilizzate in particolare per supportare azioni rapide di ristoro in caso di calamità naturali, per realizzare mappature puntuali di aree a rischio di illeciti ambientali e per monitorare zone caratterizzate da particolare complessità morfologica.

Dalla cartografia all’intelligenza artificiale

Un elemento centrale del progetto è la cartografia geospaziale sviluppata da Agea, che sarà messa a disposizione di Enac. È su questa base che verranno integrate metodologie automatizzate e soluzioni di intelligenza artificiale, da collegare direttamente alla fotocamera impiegata nei rilievi con i droni.

L’obiettivo è ottenere dati sempre più precisi e aggiornati, utili non solo per la gestione degli aiuti Pac ma anche per il supporto ad altre Pubbliche Amministrazioni.

La prima riunione operativa e i prossimi passi

Lo scorso 16 gennaio si è tenuta la prima riunione operativa prevista dal protocollo d’intesa. Durante l’incontro sono state individuate le prime tematiche di utilizzo dei droni nel monitoraggio degli aiuti Pac, con particolare attenzione alla condizionalità, ai pascoli montani e a specifici interventi agricoli, come le potature o le colture in campo da verificare prima della raccolta.

L’operazione si colloca all’interno del quadro normativo della Pac e prevede la creazione di un polo interno dedicato ai droni all’interno di Agea, che riceverà una formazione standard specifica da parte di Enac.

Un modello di cooperazione istituzionale

Secondo il direttore di Agea, Fabio Vitale, “è un passaggio concreto verso il monitoraggio continuo delle superfici agricole nel Sian, Sistema Informativo Agricolo Nazionale”. L’impiego delle nuove tecnologie, sottolinea, permette di interagire con altre Pubbliche Amministrazioni e di garantire dati territoriali sempre più puntuali e aggiornati, accelerando i tempi di pagamento degli aiuti.

Per il direttore generale di Enac, Alexander D’Orsogna, l’avvio operativo della collaborazione rappresenta “un modello replicabile di cooperazione interistituzionale”, capace di diventare un laboratorio avanzato per lo sviluppo dell’Advanced Air Mobility al servizio delle politiche pubbliche, dei cittadini e di una gestione più efficiente dei processi decisionali.

Un passo avanti per l’innovazione nel settore agricolo

L’integrazione dei droni nel sistema di monitoraggio delle superfici agricole segna un’evoluzione importante nell’uso delle tecnologie digitali applicate all’agricoltura. Un percorso che punta a rendere più efficace il controllo del territorio, più rapidi i ristori e più solido l’intero sistema di gestione degli aiuti Pac.