Da anni il drone delivery si evolve con un pattern fatto di piccole e grandi conquiste, ma anche qualche inevitabile errore e dietro-front. Quella che arriva dal Brasile però è una vera e propria svolta nel settore, perché dà una netta snellita alla burocrazia e potrebbe accelerare lo sviluppo del comparto in modo significativo, offrendo un esempio anche per altri Paesi.
Il 16 marzo, infatti, l’autorità per l’aviazione civile brasiliana (ANAC) ha autorizzato l’azienda Speedbird Aero a operare con il suo drone DLV-2 A25 sopra aree urbane con densità fino a 12.950 persone per miglio quadrato. La vera novità? Non sarà più necessario richiedere un’autorizzazione per ogni singola rotta.
Un periodo ricco di conquiste per l’azienda brasiliana, della quale abbiamo recentemente parlato anche in occasione del primo volo autorizzato SAIL III in Italia.
Prima: ogni volo era un caso a sé
Fino a oggi, il sistema prevedeva un approccio estremamente frammentato: ogni nuova rotta richiedeva un’approvazione dedicata. Non bastava essere certificati o operare nella stessa città, ogni percorso doveva essere autorizzato singolarmente.
Un modello poco sostenibile, soprattutto per chi punta a costruire una rete di consegne efficiente e scalabile. Come ha spiegato il sovrintendente ANAC Roberto Honorato, il nuovo quadro normativo punta a favorire “scala, prevedibilità e crescita sostenibile”. In altre parole, il sistema precedente rallentava lo sviluppo reale del settore.
Il nuovo modello: si certifica l’operatore, non la singola rotta
Come spiega il comunicato ufficiale diffuso online e qui ripubblicato sul sito di Airinsight.com, il nuovo approccio permette a Speedbird di operare sotto un insieme di condizioni pre-approvate valide a livello nazionale, un modello già utilizzato in altri settori del trasporto.
In sostanza, se l’operatore dimostra di rispettare i requisiti di sicurezza e certificazione può operare liberamente senza dover chiedere autorizzazioni continue, il che si traduce in tempi e complessità operative ridotte.
DLV-2 A25: il drone al centro della svolta
Il protagonista di questa evoluzione è il DLV-2 A25, piattaforma principale di Speedbird per le operazioni commerciali.
Si tratta di un multirotore capace di trasportare fino a poco meno di 6kg, con un peso massimo al decollo di circa 25 kg e un’autonomia di circa 40 km. Può operare giorno e notte, anche con pioggia leggera, in modalità BVLOS (oltre la linea visiva del pilota). Un elemento chiave per ottenere l’approvazione è stato il sistema di paracadute di emergenza, validato da ANAC come parte del caso di sicurezza.
Questo sistema è stato determinante per autorizzare il volo sopra aree urbane densamente popolate.
Dai test industriali alle consegne reali
Speedbird ha ormai una consolidata esperienza in questo genere di operazioni, visto che negli ultimi anni ha accumulato esperienza concreta sul campo.
Ad esempio nel sito minerario di Carajás, nel nord del Brasile, ha utilizzato una variante più grande del drone per trasportare campioni minerali su una distanza di circa 41 km. Risultato? Il volo ha richiesto solo 45 minuti, contro le 4 ore necessarie via terra. Una differenza che dimostra il potenziale operativo dei droni in contesti complessi.
iFood e le consegne urbane a San Paolo
Un ruolo centrale nello sviluppo commerciale lo gioca la partnership con iFood, piattaforma dominante nelle consegne alimentari in Brasile, che solo a gennaio 2026 ha gestito 180 milioni di consegne. L’azienda ha investito 5,8 milioni di dollari in Speedbird e ha già effettuato circa 2.000 consegne con droni nel corso dell’anno.
I nuovi progetti prevedono collegamenti tra centri commerciali e condomini residenziali nell’area metropolitana di San Paolo. Tra le iniziative più curiose, anche una consegna in diretta nella casa del reality Big Brother Brazil, seguita da circa 40 milioni di spettatori.
Una flotta in evoluzione
Speedbird sviluppa diverse piattaforme per coprire esigenze operative differenti.
Il DLV-1 è destinato a consegne leggere su brevi distanze. Il DLV-2, protagonista di questa autorizzazione, copre operazioni urbane e industriali più impegnative.
Il DLV-4 è progettato per missioni a lungo raggio, mentre il futuro DLV-3, ancora in sviluppo, sarà più grande e performante, pensato per logistica industriale e middle-mile.
Obiettivo: espansione internazionale
Speedbird guarda oltre il Brasile. L’azienda ha già ottenuto un’autorizzazione operativa SAIL III in Italia, dopo test condotti presso l’aeroporto di Roma Fiumicino.
Questo standard si basa sul framework SORA, lo stesso utilizzato per l’approvazione brasiliana, rendendo più semplice il riconoscimento internazionale delle operazioni. Il prossimo passo è il mercato nordamericano, dove la regolamentazione BVLOS è ancora in fase di definizione.
Il Brasile sta insomma trasformando anni di sperimentazione in un modello operativo concreto, un sistema che punta a rendere le consegne con droni scalabili e sostenibili. Ora l’attenzione si sposta su altri Paesi: seguiranno lo stesso approccio o manterranno modelli più lenti e complessi?



