La NASA punta sui Droni MoonFall per esplorare il polo sud lunare entro il 2028

La NASA accelera i piani per il ritorno sulla Luna e guarda ai droni come alleati chiave. Tra le novità emerse durante l’evento “Ignition” del 24 marzo, prende forma MoonFall: un progetto che punta a utilizzare una flotta di droni per esplorare il polo sud lunare in vista delle future missioni umane.

Un nuovo approccio per preparare il ritorno umano

Durante l’evento, come riporta questo articolo su Space.com, il capo della NASA Jared Isaacman ha parlato apertamente della necessità di rivedere il programma Artemis. L’obiettivo è chiaro: semplificare i processi e accelerare le operazioni per riportare gli astronauti sulla superficie lunare entro il 2028.

Tra le azioni previste, una serie di missioni robotiche rapide per raccogliere dati, testare tecnologie e preparare il terreno. In questo contesto si inserisce MoonFall, che prevede l’impiego di droni “hopper” capaci di muoversi sulla superficie lunare.

Quattro droni per mappare il polo sud

Il progetto è guidato da Ray Baker del Jet Propulsion Laboratory (JPL) in California. MoonFall prevede il rilascio di quattro droni equipaggiati con sensori e telecamere in un’area del polo sud lunare ancora da definire.

“Il nostro obiettivo è che ogni drone possa coprire una distanza di circa 30 miglia (50 chilometri) e completare la missione entro la fine del 2028”, ha spiegato Baker.

Ogni drone sarà dotato di 10 telecamere e strumenti scientifici, per un totale di 40 dispositivi distribuiti sulla superficie lunare. Le immagini raccolte verranno combinate per creare una mappa dettagliata e senza precedenti del terreno.

L’eredità di Ingenuity su Marte

MoonFall nasce anche grazie all’esperienza maturata con Ingenuity, il piccolo elicottero marziano che ha effettuato 72 voli nel cratere Jezero durante la missione del rover Perseverance.

“Ci basiamo su quel successo”, ha dichiarato Baker. “Uniremo le conoscenze acquisite con Ingenuity alle capacità dell’industria spaziale emergente. Siamo convinti di poterlo fare”.

Come Ingenuity, anche questi droni sfrutteranno tecnologie leggere e sistemi intelligenti, inclusa la capacità di rilevare ostacoli ed evitarli autonomamente durante gli spostamenti.

Un passo verso la base lunare

I dati raccolti dai droni MoonFall saranno fondamentali per identificare i siti di atterraggio più sicuri e pianificare l’installazione delle future infrastrutture lunari.

La NASA punta anche a coinvolgere sempre più l’industria privata, sfruttando competenze e tecnologie già disponibili per accelerare lo sviluppo del progetto.

MoonFall rappresenta quindi un tassello strategico nella nuova visione dell’esplorazione lunare: più veloce, più collaborativa e sempre più guidata da sistemi autonomi.

In sostanza, con MoonFall la NASA scommette sui droni per aprire la strada agli astronauti. Se il piano verrà rispettato, entro il 2028 il polo sud lunare potrebbe essere già stato esplorato in dettaglio da una flotta di robot volanti, pronti a indicare dove costruire il futuro della presenza umana sulla Luna.

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