Blackbird vola a 730 km/h: il Drone autocostruito sfida i limiti della velocità [VIDEO]

Nel mondo dei droni, sempre più standardizzato, per fortuna c’è ancora spazio per tanti progetti “artigianali”, nati dalla passione personale e dalla sperimentazione. Tra questi, alcuni riescono persino a raggiungere risultati sorprendenti, come nel caso di Blackbird, un quadricottero autocostruito che durante una sessione di test ha raggiunto una velocità di picco di ben 730 km/h.

Un risultato che supera i precedenti record conosciuti e che avvicina le prestazioni del piccolo velivolo a quelle di un aereo di linea commerciale. Dietro questo traguardo ci sono Aidan e Ben, creatori del canale Drone Pro Hub su Youtube, che hanno dedicato un lungo lavoro di sviluppo alla ricerca della massima velocità possibile. Gli autori del progetto hanno documentato l’intero sviluppo e le prove sul campo in un video dedicato, mostrando sia le soluzioni tecniche adottate sia i test che hanno portato al raggiungimento del nuovo record.

Vale la pena ricordare che i due appassionati non sono novellini alle prime armi, bensì dei grandi esperti in queste attività, tant’è che avevamo parlato di loro solo qualche mese fa, quando con un modello precedente avevano già raggiunto l’incredibile velocità di 690 km/h, record che con le ultime migliorie è stato quindi battuto.

Un progetto ripensato da zero per la massima velocità

Raggiungere una simile andatura non è stato frutto del caso. Il progetto Blackbird è stato sviluppato attraverso una completa riprogettazione delle forme e dei componenti, con particolare attenzione agli aspetti aerodinamici e all’utilizzo di materiali ad altissima resistenza.

Tra gli elementi più importanti figurano le eliche personalizzate in fibra di carbonio, realizzate a mano appositamente per il prototipo. Si tratta di una delle componenti chiave che hanno contribuito alle prestazioni raggiunte durante i test.

Il team ha inoltre adottato un passo delle eliche particolarmente aggressivo, con pale orientate quasi parallelamente al flusso d’aria frontale. Una soluzione che riduce l’efficienza nelle fasi di decollo e di volo stazionario, richiedendo una quantità elevata di energia, ma che permette di generare una spinta molto elevata alle velocità più estreme.

La particolare seghettatura delle pale

Un’altra caratteristica tecnica del progetto riguarda il bordo d’attacco delle eliche. Qui è stata introdotta una speciale seghettatura a dente di sega, una geometria studiata per generare piccoli vortici controllati sulla superficie delle pale. Secondo i progettisti, questa configurazione aiuta a impedire lo scivolamento laterale dell’aria e contribuisce a stabilizzare lo strato limite. Il risultato è quindi una riduzione della resistenza aerodinamica senza aumentare il rischio di stallo del profilo.

I problemi durante i test

Nonostante l’accurata progettazione, i test non sono stati privi di difficoltà. Durante il primo volo di prova il drone ha raggiunto i 633 km/h, ma è andato completamente perduto a causa dell’effetto Doppler e di un sovraccarico del segnale che hanno interrotto le comunicazioni radio con il pilota.

Il giorno successivo il team è tornato in campo con un secondo telaio identico. Utilizzando una combinazione di passaggi a favore e controvento, i costruttori hanno registrato una velocità massima di 730 km/h con vento favorevole e un ritorno a 640 km/h controvento.

La nuova media record di 685 km/h

Per determinare il risultato ufficiale è stata calcolata la media delle velocità registrate nelle due direzioni. Il valore finale è stato di 685 km/h, sufficiente per superare il precedente riferimento di 657 km/h ottenuto dal team rivale della famiglia Bell con il modello Peregreen V4.

Un risultato che dimostra come la ricerca aerodinamica e la sperimentazione possano spingere sempre più in avanti i limiti delle prestazioni dei droni ad alte velocità.

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