FBI: oltre 600 Droni sequestrati durante i Mondiali FIFA 2026 negli USA

Sembra proprio che i Mondiali di calcio 2026 non stiano offrendo la possibilità di mettersi in mostra solo alle squadre impegnate per vincere il torneo. Sul fronte droni, infatti, i numeri dei velivoli irregolari che sono stati sequestrati dall’inizio della competizione è altissimo e ha superato quota 600 unità.

TAnti sarebbero, secondo quanto riportato dall”FBI, i droni che hanno violato le restrizioni di volo introdotte attorno agli stadi che hanno ospitato le partite dall’apertura del torneo, avvenuta l’11 giugno. Il bilancio continua a crescere e rappresenta un chiaro segnale dell’intensità dei controlli sullo spazio aereo durante i Mondiali FIFA 2026. I sequestri sono stati registrati in tutte le città statunitensi coinvolte nell’organizzazione delle partite e il numero è raddoppiato in meno di due settimane, mentre il torneo deve ancora concludersi con la finale del 19 luglio al MetLife Stadium nel New Jersey.

Miami guida la classifica dei sequestri

Secondo i dati diffusi dall’FBI, Miami è la città che ha registrato il maggior numero di droni sequestrati con 99 casi, seguita da Atlanta con 77 e Dallas con 63.

Gli altri dati disponibili indicano:

  • Philadelphia: 56 droni sequestrati
  • Los Angeles: 48
  • New York: 40
  • Houston: 33
  • Kansas City: 32
  • Seattle: 29
  • Newark: 9

I dati relativi alla Bay Area e a Boston non sono ancora stati resi pubblici separatamente, motivo per cui il totale delle singole città non coincide con il dato complessivo di oltre 600 sequestri.

Tecnologie di contrasto e controlli sempre più efficaci

Del resto le misure di sicurezza scelte per i mondiali 2026 sono numerose. L’FBI ha dichiarato di utilizzare “advanced, specialized drone mitigation teams and technology” per individuare e intercettare i velivoli che entrano nello spazio aereo soggetto a restrizioni.

Le Temporary Flight Restrictions (TFR) entrano in vigore tre ore prima dell’inizio di ogni partita e rimangono attive fino a tre ore dopo il termine dell’incontro.

La maggior parte delle violazioni ha comportato il sequestro del drone e sanzioni amministrative, senza arresti immediati.

Le autorità hanno inoltre comunicato che, al 28 giugno, erano già stati registrati 1.139 rilevamenti di droni nelle aree interessate dal torneo, con oltre 300 velivoli neutralizzati senza ricorrere all’uso della forza.

Le sanzioni possono essere molto pesanti

Chi vola all’interno di una TFR attiva durante il Mondiale rischia conseguenze particolarmente severe.

  • sanzioni civili fino a 75.000 dollari;
  • sanzioni penali fino a 100.000 dollari;
  • fino a un anno di reclusione;
  • sequestro del drone.

Le autorità ricordano inoltre che il possesso di un certificato Part 107 o di un’autorizzazione LAANC non consente di operare automaticamente all’interno di una restrizione temporanea di volo.

Tre procedimenti federali già avviati in Texas

I documenti giudiziari citati nella fonte mostrano come il sistema di rilevamento consenta agli investigatori di individuare rapidamente anche il pilota del drone.

Nel primo caso, avvenuto l’11 giugno a Houston, un uomo di 26 anni avrebbe fatto volare un DJI Mavic 3 all’interno dello spazio aereo soggetto a restrizioni senza possedere il certificato di pilota remoto, senza aver registrato il drone e senza aver verificato le limitazioni di volo. Il volo sarebbe durato circa due minuti.

Tre giorni dopo, durante una partita disputata a Dallas, l’FBI avrebbe rilevato un DJI Mini 3 Pro non registrato all’interno dell’area vietata. Secondo quanto riportato, gli operatori hanno individuato la persona che controllava il drone pochi secondi dopo il rilevamento.

Un terzo procedimento riguarda un episodio del 27 giugno, quando un ulteriore drone è stato individuato nello spazio aereo protetto poche ore prima della partita tra Argentina e Giordania.

Secondo i procuratori federali, chi decide di far volare un drone sopra lo stadio di Dallas o nelle aree dedicate ai tifosi durante il torneo deve aspettarsi un procedimento davanti alla giustizia federale.

Le restrizioni interessano anche hotel e centri di allenamento

Le limitazioni al volo non riguardano esclusivamente gli stadi.

Durante ogni partita viene istituita una zona di interdizione con raggio di 5,6 chilometri (3 miglia nautiche) fino a 914 metri di quota (3.000 piedi), attiva da tre ore prima del calcio d’inizio fino a tre ore dopo il termine dell’incontro.

Ulteriori restrizioni interessano anche le aree dedicate ai fan festival, con un raggio di 1,9 chilometri (1 miglio nautico) fino a 305 metri (1.000 piedi).

La fonte evidenzia inoltre che sono state introdotte limitazioni permanenti, dal 1° giugno al 21 luglio, anche attorno a oltre 100 hotel delle squadre e centri di allenamento, compresi siti situati lontano dalle città che ospitano le partite.

Gli operatori che necessitano di accedere a queste aree per motivi di lavoro possono richiedere specifiche autorizzazioni attraverso il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS), ma fino all’eventuale pubblicazione di un NOTAM modificato restano valide tutte le restrizioni esistenti.

Controlli destinati a proseguire fino al termine del torneo

Il dispositivo di sicurezza impiegato durante i Mondiali comprende circa 60 operatori statali e locali abilitati alle attività di mitigazione elettronica dei droni, affiancati da squadre federali e sistemi di rilevamento dedicati.

La finale del 19 luglio al MetLife Stadium sarà l’unico evento classificato come National Special Security Event, con un dispositivo di sicurezza ulteriormente rafforzato.

Secondo quanto emerge dai dati finora disponibili, il numero dei sequestri rappresenta un indicatore dell’intensità delle attività di controllo e dell’elevato numero di operatori che hanno violato le Temporary Flight Restrictions nonostante le campagne informative avviate nei mesi precedenti.

Le restrizioni rimarranno in vigore fino al 21 luglio nelle aree interessate. Per questo motivo, chiunque intenda operare con un drone negli Stati Uniti durante questo periodo è invitato a verificare sempre la presenza di eventuali TFR prima del decollo.

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