ENAC semplifica l’uso dei grandi Droni usati in Agricoltura

Via libera per un certo tipo di droni di grosse dimensioni e peso, utilizzabili in agricoltura.

O meglio, l’Ente Nazionale Aviazione Civile che regolamenta l’uso dei droni, termine tecnico UAS, in Italia semplifica di moltissimo l’utilizzo di droni in campo agricolo. (scusate per il gioco di parole).

Il 14 agosto 2026 l’autority aeronautica italiana ha pubblicato sul proprio sito (link in fondo a questo articolo) una serie di procedimenti per rendere più semplice il percorso autorizzativo dei droni sopra i 3 metri di diametro misurati da punta elica a punta elica. In sostanza, questa procedura, una volta rispettati tutti i requisiti degli operatori e dei piloti, permetterà il volo anche a droni tipo DJI Agras T50, DJI Agras T70 e persino il DJI Agras T100.

Va detto che in ambito europeo, EASA aveva e anzi ha ancora nella propria roadmap la presentazione di uno scenario standard europeo denominato STS-03 dedicato per l’appunto alle operazioni in ambito agricoltura. Quindi ENAC, ancora una volta si è dimostrata anticipatrice di certe normative europee e quindi al fianco di piloti e operatori.
Non elencheremo ad esempio la rivoluzione dei famosi “trecentini” ovvero droni dal peso inferiore a 300 grammi che potevano volare senza rispettare gli allora più stringenti requisiti normativi.
EASA ha poi creato la classe C0, con droni dal peso uguale o inferiore a 250 grammi.

Ma salendo di grammi e anzi parlando di kilogrammi, rimaniamo concentrati sulla emissione di una serie di documenti che hanno come capostipite la AltMoC IT-UAS-2026-002 (per i più pigri l’acronimo asta per Alternative Means of Compliance , ovvero elementi alternativi allineati con la normativa).
All’interno di tale documento sono racchiusi tutti gli elementi di base, che dovranno essere rispettati per semplificare e anche di molto la procedura autorizzativa.

Proviamo a riassumere cosa dovrà fare un agronomo, forse anche un agricoltore potrebbe essere interessato a rendersi autonomo nel far volare il proprio drone in ambito forestale, orticolo o agricolo, ma supponiamo che tale attività sia delegata ad un professionista del settore.

Requisiti per i piloti e i droni UAS agricoli

Il pilota dovrà essere in possesso almeno di un Attestato EU-STS-01 con prova di partecipazione CRM e comunicazioni aeronautiche e addestramento pratico e teorico per tale utilizzo.
Dovrà condurre il drone sempre a vista, rispettando quindi il VLOS.
La velocità massima del drone non potrà superare i 5 metri al secondo.
L’altezza del drone non dovrà superare i 20 metri dal suolo (AGL) oppure fino a 20 m al di sopra della sommità di un ostacolo naturale o artificiale.
Inutile dire che il drone dovrà emettere il Remote ID ed essere dotato di terminatore di volo.
L’area delle operazioni non dovrà in alcun modo essere popolata da persone non coinvolte e la zona del sorvolo dovrà essere scarsamente popolata ovvero con un densità abitativa inferiore a 500 persone per Km quadrato.

Burocrazia semplificata con modulistica incorporata

All’interno della AltMoC IT-UAS-2026-002 viene rilasciato sempre da ENAC, un PDRA (Predifined Risk of Assestement) quasi precompilato. Nel senso che l’operatore al fine di presentare la documentazione richiesta, dovrà leggere e accettare tutti i requisiti previsti dal PDRA AltMoC IT-UAS-2026-002 e infine completare i campi richiesti: nome operatore, nome e matricole del drone eccetera. Inserire la data e firmare il modulo.

immagine di esempio pdra agricolo
Compilare i campi del PDRA

 

È compreso anche un Manuale delle Operazioni

Sempre nella pagina istituzionale messa a disposizione dall’Ente Nazionale Aviazione Civile è disponibile un Manuale delle Operazioni, nel quale inserire tutti i dati anagrafici dell’operatore dello UAS, il logo aziendale e compilare le parti evidenziate in giallo.
Qui ENAC si è davvero superata. Bravi!

immagine di esempio manuale operazioni agricole enac
Esempio dei campi da compilare

 

Quindi tutto pronto per volare sui campi ed effettuare operazioni agricole anche con droni grossi e pesanti? Si e no. Nel senso che ci sono ancora degli scogli da superare.

Attenzione a non irrorare o effettuare spraying

immagine di dji agras t100 spraying
Drone DJI Agras T100

Il principale vincolo per questo tipo di operazioni è ancora quello del rilascio di sostanze gassose o liquide dai droni.
Infatti è terminato il periodo nel quale si poteva usufruire di una speciale deroga di 3 anni ottenuta tramite l’articolo 6 della legge 185/2025 che purtroppo demanda i dettagli ad un decreto attuativo interministeriale atteso per la primavera trascorsa, ma che ancora non è stato emesso e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Il che significa che ad oggi è assolutamente vietato rilasciare fitofarmaci in forma liquida o gassosa da un drone in volo, pena pesanti sanzioni, create apposta per tutelare la salute dei cittadini.

Dove scaricare la documentazione

immagine di come inviare richiesta droni agricoli

Link alla pagina ufficiale di ENAC per un approfondimento sulla procedura da attuare e la lista dei documenti da scaricare e compilare al fine di semplificare la vita agli operatori e probabilmente anche ai responsabili di ENAC, al fine di ottenere le autorizzazioni per far volare i droni in ambito agricolo, forestale e orticolo.
https://www.enac.gov.it/sicurezza-aerea/alternative-means-of-compliance/altmoc-enac-it-uas-2026-002/