I droni stanno diventando uno strumento sempre più presente nelle attività quotidiane delle forze dell’ordine in tutta Italia. Nel dettaglio dei Carabinieri della provincia dell’Aquila, i velivoli vengono usati con successo non solo per osservare il territorio dall’alto, ma anche per intervenire in contesti molto diversi tra loro, dalla ricerca di persone alla protezione dell’ambiente, fino al monitoraggio della fauna selvatica.
Proprio per sfruttare al meglio queste possibilità serve però una preparazione specifica. Per questo nei giorni scorsi, sulle alture che circondano Pescasseroli, i Carabinieri abilitati al pilotaggio dei droni sono stati impegnati in alcune sessioni di addestramento pensate per migliorare sia le capacità di volo sia quelle di acquisizione delle immagini in ambiente montano.
Dalla montagna alla città: l’addestramento dei piloti
Come riportato da diversi siti di informazione locali, tra cui Abruzzo Daily, l’attività recentemente svolta nell’area di Pescasseroli rappresenta solo uno degli scenari nei quali gli operatori si stanno esercitando. Nel mese di luglio, infatti, altre sessioni di perfezionamento si erano tenute a L’Aquila, in quel caso con l’obiettivo di perfezionare l’abilità di impiego dei droni in ambiente urbano.
Montagna e città presentano naturalmente contesti operativi differenti e l’addestramento diventa quindi una componente importante nell’utilizzo di questi strumenti. Anche perché dietro ai radiocomandi non ci sono operatori improvvisati: i Carabinieri piloti hanno frequentato corsi specifici presso l’Aeronautica Militare oppure presso scuole civili autorizzate dall’Enac, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile.
Alla preparazione tecnica degli operatori si affianca l’aspetto normativo, visto che ogni attività di volo viene effettuata nel rispetto delle norme vigenti e del protocollo sottoscritto nel 2024 tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ed ENAC, d’intesa con i Comandi Generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, con particolare attenzione alla sicurezza e alla conformità delle procedure.
Telecamere tradizionali e termografiche per osservare il territorio
L’addestramento trova applicazione concreta nelle numerose attività nelle quali i droni vengono utilizzati. L’Arma dei Carabinieri ne sta infatti incrementando l’impiego, ricorrendo a velivoli equipaggiati sia con telecamere tradizionali sia con sistemi termografici.
Questi strumenti possono affiancare i servizi dell’Arma territoriale nella prevenzione e repressione dei reati in materia di stupefacenti e, più in generale, nelle operazioni di controllo del territorio, ma diventano particolarmente utili anche quando bisogna cercare persone scomparse o smarrite in aree impervie e difficilmente raggiungibili.
È proprio in situazioni di questo tipo che la possibilità di osservare dall’alto consente agli operatori di ampliare le capacità di monitoraggio, raggiungendo visivamente zone nelle quali muoversi da terra può risultare più complicato.
Con i droni la fauna può essere monitorata anche di notte
Se per la componente territoriale il drone rappresenta un supporto alle attività di controllo e ricerca, per i Carabinieri Forestali le possibilità si estendono anche alla protezione dell’ambiente e della fauna selvatica.
Uno degli aspetti più interessanti è la possibilità di effettuare osservazioni durante le ore notturne, quando gli animali sono maggiormente attivi. Operando da lunghe distanze e da quote elevate, i Carabinieri possono seguire i percorsi della fauna e stimarne gli spostamenti senza arrecare disturbo agli esemplari.
Lo stesso tipo di monitoraggio può contribuire anche alla prevenzione degli illeciti ai danni degli animali, rappresentando un ulteriore strumento di contrasto al bracconaggio.
Non solo fauna: incendi, fiumi, cave e rifiuti
Il monitoraggio degli animali è però soltanto una delle applicazioni dei droni nell’attività dei Carabinieri Forestali. La stessa tecnologia può essere impiegata, ad esempio, nell’avvistamento degli incendi boschivi e successivamente per rilevare con precisione le superfici percorse dal fuoco.
A queste attività si aggiungono quelle di polizia ambientale, il controllo delle attività estrattive, il monitoraggio delle aste fluviali e la prevenzione e repressione dello smaltimento illecito dei rifiuti.
Per quanto riguarda le attività estrattive, l’impiego avviene anche nell’ambito della vigente convenzione tra il Masaf e la Regione Abruzzo per l’utilizzo dei Carabinieri Forestali nelle attività di competenza regionale.
I droni arrivano anche sui siti archeologici
La versatilità di questi strumenti permette inoltre di utilizzarli quando altri comparti specializzati dell’Arma hanno bisogno di acquisire informazioni dall’alto. Un esempio recente arriva dai siti archeologici di Abruzzo e Molise, dove i droni sono stati impiegati per attività di fotogrammetria a sostegno del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di L’Aquila.
Si passa quindi dai boschi ai centri urbani, dalle aree montane ai siti archeologici, utilizzando lo stesso strumento tecnologico per rispondere a esigenze operative molto differenti.




