Se i tempi di reazioni della catena di allarme sono veloci e un drone viene fatto decollare “in tempo zero”, allora è uno degli strumenti migliori per raggiungere il prima possibile una persona in difficoltà.
La storia che vi riportiamo arriva dagli USA, dove gli UAS sono assai più diffusi tra i mezzi a disposizione delle forze dell’ordine e degli enti territoriali, così come sono più numerose le storie di successo sul loro impiego. È stato lo stesso dipartimento di polizia di Saint Paul a raccontare la vicenda a lieto fine attraverso il suo account X, mostrando anche il video, che vi riportiamo di seguito.
On Monday afternoon, we received a 911 call for help on the Greater East Side after a good Samaritan spotted a child in a pond who appeared to be struggling to get out.
Saint Paul Police immediately launched one of our docked drones, flown by a trained officer. The docked drone… pic.twitter.com/P5kf5UxHnH
— Saint Paul Police Department (@sppdmn) September 8, 2026
Cosa è successo
Quando è partita la chiamata al 911, un bambino si trovava in difficoltà dentro uno stagno nella Greater East Side di Saint Paul. A notarlo era stato un passante, che vedendolo apparentemente incapace di uscire dall’acqua aveva chiesto aiuto. La polizia ha inviato subito gli agenti, ma nel frattempo ha fatto partire anche un drone, che è arrivato per primo sul luogo dell’emergenza.
Nel dettaglio il velivolo, pilotato a distanza da un agente addestrato, ha raggiunto lo stagno due minuti prima delle pattuglie. Un piccolo vantaggio in termini di tempo, che però è stato molto utile perché ha permesso alla polizia di avere informazioni sulla posizione e sullo stato del bambino mentre gli agenti stavano ancora raggiungendo il luogo dell’emergenza. Una volta arrivati, gli agenti sono riusciti a raggiungere il bambino e a trarlo in salvo dall’acqua.
Il bambino si era allontanato da casa
Secondo quanto riferito successivamente dalla famiglia, il bambino è autistico e si era allontanato da casa senza che i familiari se ne accorgessero. La polizia attribuisce un ruolo importante nell’esito positivo dell’intervento proprio alla possibilità di localizzarlo rapidamente attraverso il drone e di guidare verso di lui gli agenti che stavano arrivando.
La vicenda, però, è interessante anche per un altro motivo, e cioè che in questo caso il drone non è stato portato sul posto da una pattuglia e fatto decollare una volta arrivata allo stagno. Faceva parte del Docked Drone Program della polizia di Saint Paul, un sistema pensato proprio per anticipare l’arrivo degli agenti in determinate chiamate al 911.
Il Docked Drone Program: perché il drone era già pronto a partire
Il Saint Paul Police Department utilizza droni dal 2023. Inizialmente il funzionamento era piuttosto tradizionale, ossia gli agenti rispondevano a una chiamata al 911, raggiungevano il luogo dell’intervento e da lì lanciavano un drone per osservare meglio la situazione.
Con il Docked Drone Program, però, cambia il momento in cui il velivolo entra in azione. Il progetto, ben spiegato nel pdf sul sito ufficiale, prevede infatti stazioni per droni distribuite in diversi punti della città. All’interno si trovano velivoli che possono essere pilotati a distanza e inviati verso le chiamate considerate ad alta priorità. In questo modo non è necessario aspettare che una pattuglia arrivi sul posto prima di mettere un drone in aria.
L’obiettivo dichiarato dal dipartimento è semplice: ridurre i tempi di risposta, aumentare la sicurezza e fornire agli agenti informazioni utili per prendere decisioni prima ancora di raggiungere la scena.
La differenza, almeno sulla carta, può essere significativa. Secondo il documento un drone può raggiungere una chiamata a 2 miglia di distanza (poco più di 3km) in meno di 3 minuti. Percorrere la stessa distanza in auto può invece richiedere tra 7 e 10 minuti. Insomma, secondo il dipartimento l’UAS ha un vantaggio potenziale compreso tra 4 e 7 minuti rispetto all’arrivo degli agenti. E il caso del bambino nello stagno, sebbene i minuti di anticipo siano stati solo 2, conferma quanto il drone sia più rapido.
Non solo ricerca di persone scomparse
Quello avvenuto nello stagno rientra bene tra gli scenari per i quali il programma è stato pensato. La polizia cita infatti la ricerca e il soccorso di bambini e adulti vulnerabili o scomparsi, insieme alle emergenze nelle quali esiste un rischio per l’incolumità delle persone o per la sicurezza pubblica.
Gli impieghi previsti comprendono anche il soccorso in acqua, la valutazione delle inondazioni e il coordinamento della risposta ai disastri naturali. A questi si aggiungono scene di incidenti e crimini, attività di ricostruzione e mappatura degli incidenti e altre chiamate ad alta priorità. Il dipartimento fa poi altri esempi, tra cui rapine o furti con scasso in corso, persone scomparse, incidenti, emergenze su larga scala e ricerche nell’area in cui si è concluso un inseguimento automobilistico.
Il punto, quindi, non è semplicemente far arrivare qualcosa in volo più velocemente di un’auto. La telecamera del drone può offrire una prima visione dall’alto mentre le pattuglie sono ancora in viaggio, immagini che possono servire per individuare vittime o persone ferite, riconoscere eventuali pericoli e capire in anticipo se siano necessarie ulteriori risorse. Il video in tempo reale può inoltre aiutare chi coordina l’intervento a organizzare meglio la risposta.
E la privacy? Le regole indicate dalla polizia
Un sistema nel quale droni sono distribuiti sul territorio e pronti a decollare solleva inevitabilmente anche il tema della privacy, ma su questo punto il dipartimento chiarisce che questi droni vengono utilizzati soltanto in risposta a chiamate di servizio e non per attività di sorveglianza generale. Ogni volo viene inoltre registrato e documentato e può essere sottoposto a verifica. I video vengono conservati per sette giorni in base alla normativa statale, a meno che non vengano classificati come prove.
C’è poi un’altra precisazione importante: i droni del programma, secondo quanto dichiarato dalla polizia, non dispongono di riconoscimento facciale né di altre tecnologie per il confronto biometrico. Il loro utilizzo deve infine rispettare le regole FAA, la normativa dello Stato del Minnesota e le policy dello stesso Saint Paul Police Department.




