Droni pronti a decollare 24 ore su 24 dalle sottostazioni elettriche, pilotati a distanza e affiancati dall’intelligenza artificiale per individuare rapidamente guasti e danni alla rete. È il cuore di Project VOLT, il progetto pilota che SP Electricity North West avvierà da novembre in alcune aree della Cumbria, nel Regno Unito.
La sperimentazione durerà 12 mesi e coinvolgerà Skyports Drone Services ed eSmart Systems. L’obiettivo è utilizzare i droni per accelerare la ricerca dei guasti, soprattutto dopo eventi meteorologici che possono rendere difficile raggiungere le linee elettriche con le tradizionali squadre a terra.
Quattro sistemi Drone-in-a-Box pronti 24 ore su 24
Project VOLT, acronimo di Visual Overhead Line Tracking e finanziato attraverso la Network Innovation Allowance di Ofgem, prevede l’installazione di 4 sistemi “Drone-in-a-Box” presso sottostazioni elettriche.
La sperimentazione interesserà aree di Carlisle e Kirkby Stephen e i droni, che saranno disponibili 24 ore su 24, voleranno in modalità BVLOS, quindi oltre la linea visiva diretta del pilota. A renderne particolare l’impiego sarà anche la distanza dalla quale verranno controllati: le operazioni saranno gestite dallo Skyports Remote Operations Centre nel Buckinghamshire, situato a oltre 200 miglia dalle aree interessate dal progetto.
Una soluzione pensata soprattutto per le situazioni successive alle tempeste, quando strade bloccate o altre difficoltà di accesso possono rallentare le ispezioni a terra e quindi l’individuazione dei problemi sulla rete.
I dati dei droni analizzati dall’intelligenza artificiale
Le immagini e i dati raccolti durante i voli saranno trasmessi in tempo reale al centro di controllo di SP Electricity North West. Qui entrerà in gioco Grid Vision, il software di eSmart Systems che utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare le informazioni raccolte e individuare rapidamente eventuali anomalie.
Il sistema servirà sia durante la risposta ai guasti, sia per il monitoraggio preventivo delle linee elettriche. I droni raccoglieranno dati visivi e termici utili a rilevare problemi come connessioni allentate, isolatori danneggiati, surriscaldamenti, componenti deteriorati e vegetazione che si avvicina eccessivamente alle linee.
In questo modo SP Electricity North West punta non soltanto a individuare più velocemente i guasti già presenti, ma anche a riconoscere potenziali problemi prima che provochino interruzioni del servizio.
Meno ispezioni a piedi e controlli con elicotteri
Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda la possibilità di ridurre il ricorso alle tradizionali ispezioni a piedi e ai rilievi effettuati con elicotteri. I droni potranno infatti effettuare pattugliamenti per monitorare continuamente le condizioni delle infrastrutture nelle porzioni di linea vicine alle sottostazioni coinvolte. I dati raccolti permetteranno inoltre di costruire una rappresentazione digitale dello stato degli asset e di seguire nel tempo eventuali segnali di deterioramento.
Skyports Drone Services si occuperà delle autorizzazioni regolamentari, dell’installazione delle infrastrutture, del pilotaggio remoto dei droni e della raccolta e trasmissione dei dati. eSmart Systems sarà invece responsabile della loro elaborazione.
Un test di 12 mesi per valutare un nuovo modello di ispezione
Secondo Martin Tejada, Innovation Project Manager di SP Electricity North West, combinare droni avanzati e analisi tramite intelligenza artificiale consentirà di identificare più rapidamente i problemi e accelerare il ripristino del servizio, in particolare nelle zone difficili da raggiungere.
Alex Brown, CEO di Skyports Drone Services, sottolinea invece come la disponibilità di droni pilotati a distanza e rapidamente dispiegabili possa consentire agli operatori di individuare prima i guasti e stabilire con maggiore rapidità la priorità degli interventi.
La sperimentazione servirà quindi a verificare sul campo un modello nel quale drone, operazioni BVLOS, controllo remoto e analisi automatizzata dei dati lavorano insieme. Non soltanto per intervenire dopo una tempesta, ma anche per conoscere in modo più continuo lo stato della rete e passare, dove possibile, da interventi reattivi a una manutenzione preventiva.




