Il calendario ci dice che l’estate è ormai alle spalle, ed è inetivabilmente tempo di bilanci. Per quanto riguarda i droni da trasporto, questo in Alto Adige significa soprattutto tirare le somme dell’interessantissimo programma di consegne via drone per rifornire alcuni selezionati rifugi alpini.
Nel complesso, l’estate 2026 segna 189 voli, 8 rifugi alpini coinvolti e oltre 8,5 tonnellate trasportate tra rifornimenti portati in quota e materiali riportati a valle. Una stagione, quella che si sta concludendo, che è partita con grandi aspettative dopo la sperimentazione avviata nel 2025, di cui abbiamo parlato in questo articolo dell’anno scorso.
FlyingBasket, azienda alto atesina, ha trasformato i singoli interventi sperimentali in un servizio programmato per tutta l’estate, sviluppato insieme alle strutture partecipanti e finanziato dal Dipartimento di gestione patrimoniale della Provincia Autonoma di Bolzano.
Rifornimenti più frequenti e viaggi di ritorno sfruttati per i rifiuti
Il servizio ha permesso ai rifugi di ricevere rifornimenti con maggiore frequenza, aumentando la disponibilità di prodotti freschi e offrendo più flessibilità nella pianificazione degli acquisti, con FlyingBasket che si è occupata anche del ritiro degli alimenti direttamente dai fornitori locali e del loro trasferimento al punto di decollo.
Naturalmente, i viaggi di ritorno dei droni cargo sono poi stati sfruttati per riportare a valle rifiuti e altri materiali. Una dimostrazione concreta di queste operazioni è visibile anche in un video pubblicato sul canale YouTube del sito IlDolomiti.it, che mostra la dimensione operativa di questo tipo di trasporto in ambiente alpino.
“La sperimentazione di quest’estate dimostra come l’innovazione possa diventare uno strumento concreto al servizio dei nostri rifugi e di chi ogni giorno li gestisce – dichiara l’assessore alle Opere Pubbliche della Provincia Autonoma di Bolzano, Christian Bianchi –. I cargo drone permettono di garantire rifornimenti più frequenti, anche di prodotti freschi, e allo stesso tempo di riportare a valle materiali e rifiuti, rendendo più efficiente la logistica in alta quota. È un progetto che unisce tecnologia, sostenibilità e attenzione alle esigenze reali dei nostri rifugi, valorizzando al tempo stesso una realtà innovativa nata e cresciuta in Alto Adige”.
Otto rifugi riforniti durante la stagione
Sono otto le strutture coinvolte: Payer/Payerhütte, Sasso Nero/Schwarzensteinhütte, Tridentina/Birnlückenhütte, Giogo Lungo/Lenkjöchlhütte, Monteneve/Schneeberghütte, Forcella Vallaga/Flaggerschartenhütte, Vedretta Piana/Grohmannhütte e Gino Biasi al Bicchiere/Becherhaus.
Dal punto di vista dei gestori, il nuovo sistema ha richiesto anche un primo periodo di confronto con una modalità di rifornimento decisamente diversa da quelle tradizionali.
“All’inizio eravamo un po’ scettici, ma già dopo la prima esperienza siamo rimasti piacevolmente sorpresi – afferma Alain Untergassmair, gestore del Rifugio Brigata Tridentina/Birnlückenhütte –. Le operazioni sono state ben organizzate, con il tempo necessario tra un volo e l’altro per sistemare il materiale ricevuto, e poter aumentare ulteriormente la capacità di carico ci permetterebbe in futuro di utilizzare ancora di più questo servizio”.
Untergassmair sottolinea anche l’importanza della gestione a terra: “Per noi è stato particolarmente importante anche il supporto logistico di FlyingBasket, che ha ritirato direttamente le forniture e le ha portate al punto di decollo: un aiuto concreto nell’organizzazione quotidiana del rifugio. È un servizio che, dopo questa esperienza, possiamo sicuramente consigliare”.
Oltre 7 tonnellate portate in quota e quasi 1,5 tonnellate riportate a valle

I numeri danno la misura dell’attività svolta. Nel corso di 32 interventi sono stati effettuati complessivamente 189 voli. I cargo drone hanno trasportato verso i rifugi 7.078 kg di forniture, e altri 1.491 kg comprendenti rifiuti, materiali, attrezzature e bagagli, sono stati riportati a valle sfruttando le tratte di ritorno delle missioni. Complessivamente si superano quindi le 8,5 tonnellate di carico movimentato in un ambiente nel quale distanze e dislivelli rendono ogni operazione logistica particolarmente impegnativa.
Voli oltre i 3.000 metri e dislivelli fino a 1.500 metri
Non tutte le rotte presentavano le stesse difficoltà. Quella verso il Becherhaus, situato a 3.156 metri, si estendeva per circa 10,7 chilometri e comportava un dislivello di circa 1.500 metri.
Per raggiungere la Payerhütte, a 3.038 metri, i voli superavano invece circa 1.200 metri di dislivello. Le operazioni dirette alla Schwarzensteinhütte, situata a 3.018 metri, ne affrontavano circa 1.166.
Durante la stagione il cargo drone FB3 (qui le info tecniche sul sito ufficiale) ha quindi dovuto lavorare in condizioni alpine molto diverse, affrontando venti variabili, turbolenze, basse temperature, nuvole e la minore densità dell’aria alle alte quote.
In questo scenario una consegna non può essere considerata semplicemente come un trasferimento da un punto A a un punto B. Velivolo, comunicazioni ed equipaggi devono funzionare insieme come un unico sistema logistico.
Quando la montagna ostacola anche le comunicazioni
C’è poi un problema meno evidente rispetto al peso del carico o al dislivello, ma altrettanto importante: mantenere le comunicazioni. Su diverse rotte l’FB3 ha dovuto aggirare montagne e superare creste. In alcuni tratti la conformazione del terreno impediva di mantenere una tradizionale linea di vista radio diretta tra il drone e l’equipaggio a terra.
Quando necessario, sono quindi entrati in gioco collegamenti alternativi attraverso la connettività satellitare Starlink oppure le reti mobili 4G.
Dal pane ai canederli, ma anche materiali da costruzione e attrezzature
A raccontare meglio di qualsiasi dato quanto il servizio sia entrato nella logistica quotidiana dei rifugi sono probabilmente i carichi trasportati.
Con i cargo drone sono arrivati in quota alimenti come pane fresco, verdura, farina, latte, succo di mela, acqua, birra, limonata, uova, pasta e carne. Tra i carichi figurano anche circa 200 chilogrammi di canederli surgelati. Gli stessi droni hanno trasportato anche apparecchiature tecniche, materiali da costruzione e attrezzatura da alpinismo, oltre a zaini ed effetti personali appartenenti al personale dei rifugi e agli escursionisti.
È proprio questa varietà a mettere in evidenza uno degli aspetti più interessanti dell’esperienza: lo stesso cargo drone è stato impiegato per necessità molto differenti, adattando di volta in volta le missioni alle esigenze logistiche concrete delle singole strutture.




