Futuri droni da 100g: Come è andata in UK?

Fa discutere la proposta EASA che prevede di abbassare la soglia ai droni “bureaucracy free” (o quasi) da 250 a 100 grammi. Ma se da noi è ancora teoria, in attesa delle decisioni dell’Authority europea, nel Regno Unito è già realtà. Come l’hanno presa i sudditi si Sua Maestà?

Alla prova dei fatti, non tutti sono contrari. Nelle discussioni online diversi piloti dichiarano di non avere particolari problemi con il nuovo limite, anche perché il Flyer ID, cioè il patentino per i droni, in Inghilterra si ottiene attraverso un test online gratuito. Cosa che dovrebbe fare anche ENAC, a nostro parere, oltre a risolvere gli annosi problemi di qualità,  del loro complicato test online. Ma d’altronde, moltissimi piloti italiani il patentino lo prendono comunque gratis in Lussemburgo.

Ciò non toglie che l’abbassamento della soglia per volare senza patentino è criticata da molti dronisti inglesi: pare sproporzionato imporre un test teorico anche a chi utilizza droni molto piccoli, soprattutto quando pesano appena 100-150 grammi.

La soglia dei 250 grammi era considerata un riferimento semplice e consolidato, anche perché non era stata scelta a caso, ma su precise considerazioni scientifiche: il parametro principale era la soglia di 80 joule di energia cinetica sviluppata in caso di caduta da 120 metri, associata a una bassissima probabilità di lesioni mortali: un morto ogni 20 milioni di ore di volo, o – per chi ama i numeri – 4,7 X 10 elevato a -8 eventi mortali per ora di volo. Molto più facile vincere alla lotteria che morire per un DJI Mini.

Più critici i piloti inglesi sul Remote ID, percepito da diversi appassionati come un ulteriore obbligo tecnico che può complicare l’utilizzo dei modelli leggeri. Anche se, diciamolo subito, il Remote ID entrerà in vigore (in UK) solo nel 2028, e anche la bozza di EASA prevede un congruo periodo di rodaggio.

Patentino a parte, peri i 250g attuali cambia poco: mentre la CAA abbassa la soglia per l’obbligo del patentino da 250 a 100 grammi, ha sostanzialmente spostato i droni sotto i 250 grammi nella sottocategoria A1, quindi potranno volare come prima, anche in città e in prossimità di persone non coinvolte, come si è sempre fatto.

Di conseguenza, non c’è stato un movimento di protesta organizzato contro la soglia dei 100 grammi.
Le critiche sono soprattutto nelle comunità online, dove si discute della necessità di regolamentare anche droni estremamente leggeri, della complessità delle nuove classificazioni britanniche e delle implicazioni del Remote ID.

Non sarebbe però corretto presentare queste discussioni come un sondaggio rappresentativo di tutti i piloti britannici. Sono opinioni, niente altro. Quanto alle associazioni, la BMFA (che riunisce gli aeromodellisti britannici), è soddisfatta del fatto che CAA ha confermato l’intenzione di esentare gran parte degli aeromodelli dall’obbligo di Remote ID. Proteste blande anche dalla FPV UK, che pur notando che non ci sono prove di un aumento del rischio rappresentato dai droni sotto i 250 grammi, alla fine ha scelto un approccio morbido. Così come l’associazione dei professionisti ARPAS-UK, che non si sbilancia e non ha nemmeno detto se è favorevole o contraria.

(in apertura immagine IA generated)