Roma Drone Conference, alcune anticipazioni sulle riduzione delle ATZ

In occasione del Roma Drone Conference 2019 l’ing. Vasco Locci, in rappresentanza di ENAC, ha annunciato una probabile miglioria nel sistema di richiesta di autorizzazione nel caso di volo di drone in zone all’interno degli spazi aeroportuali definiti come ATZ.

Non è certo una novità quella relativa alla ridefinizione delle aree ATZ sia come forma, sia come dimensioni. Se ne parlò proprio lo scorso febbraio 2018 sempre in occasione del Roma Drone Campus.
Le ATZ sono zone aeree nei pressi dei principali aeroporti e solitamente hanno un raggio dal centro della pista di 5 Km. Viste le caratteristiche orografiche del Bel Paese, in Italia è frequentissimo trovarsi a non poter volare con un drone all’interno di una città, in quanto gli aeroporti sono molti vicini ad esse.

I piloti professionisti in possesso di un attesto di pilotaggio remoto o gli operatori di SAPR dal peso inferiore o uguale a 0,3Kg, i cosiddetti trecentini, nel caso di una commessa da svolgersi in centro città spesso e volentieri devono inviare una richiesta di segregazione dello spazio aereo, quello che in gergo viene chiamato Notam, compilando un apposito modulo ATM 05.

Il problema vero è che spesso le risposte dell’Ente Nazionale Aviazione Civile che si deve relazionare poi con ENAV per la gestione pratica dei voli, spesso impiega periodi di tempo molto lunghi. Può arrivare anche a 40/45 giorni.
Abbiamo notizia arrivata da diversi operatori che nulla hanno ricevuto dopo 60 giorni se non richiamando o insistendo nuovamente.
Tutta questa burocrazia ovviamente stressa anche il personale di ENAC, notoriamente in carenza di organico.

immagine di enac definizione atm 09
Quindi un po’ per snellire le procedure, un po’ certamente per ottemperare ai nuovi suggerimenti contenuti all’interno della bozze presentata e approvate da EASA, viene illustrata in data odierna, la comparsa di un ATM09. Una circolare che in sostanza spiegherà le nuove forme, le distanze da tenere e le altezze massima consentite non solo per il volo dei droni, ma per tutto il traffico aereo interessato.
La cosa che riteniamo sia positiva, dovrebbe far piacere sia agli attuali lavoratori professionali in possesso di Attestato di Pilotaggio Remoto, sia in futuro anche tutti i piloti remoti di drone.
Non esisterà più in effetti la distinzione tra lavoro aereo e volo per divertimento.

Ovviamente, dato che la stessa autorithy per ora non parla di cifre certe, dato che tutto l’iter regolamentare è un work in progress anche noi non possiamo esultare per questo tipo di semplificazione burocratica, sino a che non sarà operativa.
E potrebbero volerci ancora diversi mesi.

[Video con l’intervento del ing. Vasco Locci di ENAC in testa al’articolo]

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