La Commissione europea adotta le regole sulla gestione dei droni

Il Regolamento Europeo sui droni prosegue imperterrito il suo cammino, ignorando le elezioni politiche avute luogo appena ieri.

Il 24 maggio 2019 sul sito della Commissione Europea nella sezione mobilità e trasporti si legge che “La Commissione europea adotta le regole sulla gestione dei droni”
Un annuncio che non ha sorpreso nessuno visto il passo spedito che avevo preso le approvazioni degli atti implementativi e atti delegati.

Di fatto non rimane che attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale europea e trascorsi i 20 giorni canonici dopo la pubblicazione, aspettare che i vari Stati Membri inizino le procedure di attuazione e recepimento dello stesso.
In pratica, come avevamo in passato già comunicato, la nostrana ENAC emetterà a breve, presumibilmente in luglio, un nuovo regolamento nazionale che servirà a migrare l’attuale normativa in direzione di quelle europea.

Il commissario per i trasporti Violeta Bulc ha dichiarato: “L’UE ora disporrà delle regole più avanzate a livello mondiale, aprendo la strada a voli con i  droni in maniera sicura ed ecologica, oltre a fornire la necessaria chiarezza per il settore imprenditoriale e per gli innovatori tecnologici che useranno i droni in Europa”.
Dal 2020 tutti gli operatori di droni dovranno registrarsi presso le rispettive autorità nazionali, ma stando alle dichiarazioni sentite a Roma lo scorso 16 maggio, in Italia questo potrebbe avvenire molto prima.

Un semplificazione quelle apportata dalla Open Category che non richiederà più il cosiddetto “patentino”  per i droni per svolgere missioni in ambito urbano e nei pressi delle persone; sarà sufficiente seguire un corso e un esame online. [maggiori informazioni qui]
Ovviamente esisteranno e rimarranno validi divieti di sorvolo in occasione di particolari evenienze, nel rispetto di determinate aeree vietate.
In poche parole ci saranno comunque delle norme e dei divieti da rispettare, ma da un certo punto di vista e per un certo tipo di attività, una consistente semplificazione dovrebbe essere attuata.
Semplificazione che verrà permessa previa la registrazione dell’operatore e del pilota di droni e l’identificazione del mezzo aereo a pilotaggio remoto, con successivo tracking elettronico (una volta che l sistema sarà a regime).
Per i professionisti, ovvero coloro che svolgono già oggi una attività lavorativa con i droni, probabilmente la categoria OPEN andrà stretta e confluiranno nella categoria SPECIFIC per la quale saranno richiesti ulteriore prove di capacità.

Sempre sul sito della Commissione Europea si legge che i  prossimi passi, saranno quelli di pubblicare gli “scenari standard” che come nel caso di quelli attuali nazionali, semplificheranno le attività degli operatori nel compiere un certo tipo di operazioni rispettando le normative di sicurezza per le persone a terra e per i velivoli della aviazione generale.

Maggiori informazioni sul sito della Commissione Europea

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