Di droni in carne ossa o solo in forma di progetti visionari, ispirati alla natura, ne abbiamo visti davvero di molti, quasi sempre ispirati ad animali come uccelli o insetti, soprattutto per tentare di riprodurne il volo, o magari la forma aerodinamica, o addirittura l’intelligenza di gruppo (come ad esempio nel caso degli sciami d’api).
Questa volta però i ricercatori dell‘Università di Tecnologia e Design di Singapore hanno alzato (e non di poco) l’asticella della creatività, realizzando un progetto assolutamente incredibile e ispirato niente di meno che ai semi degli alberi di acero, che hanno la tipica forma in cui il nocciolo si allunga in una direzione, sfumando in una vera e propria ala che gli permette di sfruttare il vento per arrivare ancora più lontano.
Il progetto è intitolato “Dynamics and Control of a Collaborative and Separating Descent of Samara Autorotating Wings“, e consiste in un drone costituito a sua volta dall’unione di 5 piccoli droni monoala, che possono sganciarsi in aria, separandosi l’uno dall’altro, e roteare ognuno per contro proprio per planare sul terreno.

A questo proposito bisogna sottolineare che la samara (il nome di questo tipo di seme) in natura non è altro che un’ala sbilanciata che gira su se stessa senza controllo, in balia della resistenza dell’aria, dell’eventuale presenza di vento e ovviamente della forza di gravità, mentre i piccoli droni possiedono uno speciale flap che, attivato al momento opportuno, rende la discesa controllata e permette quindi di mirare e raggiungere uno specifico punto sul suolo.
Il progetto non è stato sviluppato pensando ad un’applicazione in particolare, ma questi piccoli droni potrebbero tornare utili in diversi contesti, forse persino militari. Pur non avendo l’autonomia di volo e non potendo coprire le distanze dei droni ad ala fissa, infatti, i piccoli droni a forma di seme di acero sembrerebbero in grado di trasportare un piccolo carico di 30 grammi, che aumentando le dimensioni potrebbero diventare sufficienti a trasportare piccoli sensori o farmaci di emergenza. La speciale forma di queste ali autorotanti, in fondo, rende la loro discesa estremamente dolce e molto più affidabile di quanto offrirebbe un paracadute, una qualità perfetta per sfruttare l’atterraggio in verticale.



