Aeroporto di Linate chiuso per tre mesi. Scommettiamo che i droni non potranno volare lo stesso?

Di Sergio Barlocchetti

L’ormai prossima chiusura dell’aeroporto milanese di Linate darà a tutto il comparto unmanned lombardo e nazionale una grande occasione. Quella di vedere se l’aggiornamento tempestivo delle carte d-flight funzionerà in modo dinamico, e se i piloti dei droni saranno considerati come i colleghi unmanned o piloti di serie B

La chiusura di un aeroporto, anche se temporanea, prevede la decadenza delle motivazioni per le quali esistono il suo ATZ e la sua CTR. Linate poi è la metafora nazionale dell’aeroporto cittadino, ma al contempo occupa una superficie di sedime di 668.000 metri quadrati, e se il suo ATZ è assolutamente nella norma, la CTR ha confini che vanno dalla provincia di Pavia a quella di Monza e Brianza. Pensate quindi per un attimo, ed in virtù della circolare Atm-09, quale enorme possibilità di lavorare avranno gli operatori dalla fine di luglio alla fine di ottobre.

Fermo restando che la no-fly zone cittadina permarrà, e molto probabilmente anche l’ATZ, in quanto a ridosso dell’aeroporto milanese ci sono insediamenti industriali e aree sensibili a gogò, la zona sorvolabile senza più troppe limitazioni si estenderà come mai prima d’ora. Sarebbe quasi da suggerire ai nostri operatori di andare a proporre sorvoli e riprese a clienti situati dove prima il volo era assolutamente off-limit.

In questa occasione le autorità aeronautiche si giocano una bella fetta di credibilità: se come da regole internazionali Icao lasceranno volare fino alla riapertura dello scalo allora avranno trattato da piloti veri anche coloro che guidano droni, viceversa se invece proibiranno il volo comunque daranno dimostrazione di scarsa considerazione per i piloti di Sapr, ovvero di trattarli come piloti di serie B.

Sia chiaro, Linate non cesserà temporaneamente di esistere, ed anche il Vor e l’Ndb continueranno a funzionare salvo manutenzione per asservire alla navigazione su rotte in transito. Ma senza la pista agibile e quindi senza che alcun velivolo percorra l’ILS Y e Z della pista 36, tra il comune di Bascapè e Peschiera Borromeo si apre un corridoio lungo venti chilometri, mentre a nord, fin quasi a Monza, niente più ventaglio delle procedure di partenza (Sid). Non amo particolarmente le scommesse ma la tentazione è forte. Attendiamo qualche giorno ancora e poi ci troviamo sul gruppo Facebook di Dronezine, Comunità Italiana Droni, a discuterne. Che dite? Puntiamo sull’area preclusa comunque 10 a 1 oppure azzardiamo un liberi tutti al Forlanini per tre mesi 20 a 1?