Come sabotare una gara di Drone FPV Racing

È successo non più tardi di una settimana fa a in Piemonte, in occasione della seconda tappa della Drone Champions League Grand Prix di Torino.
Dopo una serie di sessioni di corse con i droni da FPV racing, ad un certo momento gli organizzatori hanno dovuto sospendere i voli per problemi tecnici. Un annuncio con i megafoni, ha pregato il pubblico di rimanere ai loro posti in attesa della ripresa dell’evento.

Non si è trattato di un attacco hacker

In realtà si è trattato di un vile sabotaggio e non di un attacco hacker come definito in più occasioni dalla stampa generalista.
Nessun corso nel dark web, nessuna competenza informatica era richiesta per mettere a terra 5 o 6 ragazzini impegnati ad eseguire slalom con i loro piccoli quadricotteri da corsa luminescenti in mezzo a gate e ostacoli disseminati ad arte in mezzo al circuito.

Quale materiale potrebbe essere servito per interrompere una gara di Drone FPV Racing

Per compiere questo sabotaggio sarebbe stato sufficiente acquistare in un negozio online uno o due trasmettitori audio video analogici sulla banda del 5,8 Ghz con 200 o meglio 800 milliwatt di potenza.
Di solito sono trasmettitori mal costruiti con un sacco di frequenze spurie, cioè sporche che non trasmettono solo sul loro canale e quindi ad ampio spettro.

Attaccarci magari un personal video recorder o un computer o un altro device sufficientemente piccolo capace di riprodurre una breve videoclip con messaggi senza senso e inadeguati rispetto al bersaglio.
Posizionarsi vicino ai ricevitori del flussi video destinato agli occhiali LCD dei piloti.

Nessuna conoscenza dei protocolli di rete i password da decifrare con il metodo Brute Force; le trasmissioni sono in analogici e su frequenze ben conosciute dagli addetti ai lavori, ma anche da qualsiasi appassionato.

Come funziona tale tipo di interferenza

Non servono nemmeno potenze elevate o antenne direttive per sovrastare tale segnale.
Esemplificando è come se Tizio e Caio stessero conversando a 5 metri di distanza all’aperto senza altri rumori di fondo.
Ad un certo momento sopraggiunge Sempronio che si mette vicino alle orecchie di Tizio e parla in continuazione.
Difficilmente ciò che dirà Caio verrà udito e la conversazione avrà termine.
Esattamente quello che è successo a Torino il 12 luglio scorso.

I droni da FPV racing sono finiti in acqua o contro gli ostacoli della pista dato che i piloti non avevano più la visuale proveniente dalla telecamera di bordo e trasmessa via radio sino ai loro speciali visori.
Nessun drone impazzito e nessun pericolo per il pubblico, come riportato da altre testate giornalistiche e come ci conferma Stefano Mirabelli, tecnico e organizzatore di altri eventi di FPV Drone Racing in Italia.

immagine di dcl fpv race torino

Come si comportano i piloti di FPV racing in caso di mancanza di visuale proveniente dal drone

I piloti dotati da riflessi veramente rapidi, sanno perfettamente che in caso di perdita del segnale video, non vedendo più niente, devono solo abbassare lo stick del gas dal loro radiocomando.
Come se non bastasse, nel caso in cui l’assistente dietro di loro avesse notato qualcosa di strano, avrebbe potuto interrompere o segnalare al pilota il comando per l’interruzione del volo.
Tutte procedure previste e normali per questa disciplina.

Procedure che evidentemente conosceva anche il buontempone che si è divertito a mandare in onda filmati di attacchi aerei di droni militari che nulla hanno a che vedere con questa branca sportiva di Drone FPV Racing.

Come prevenire e come combattere tali attacchi

Dopo aver fatto chiarezza sul come sia stato facile e alla portata di tutti eseguire questa operazione vigliacca e senza senso, sarà meglio spiegare che con estrema facilità è altrettanto facile per le Forze dell’ordine intervenire in maniera preventiva controllando prime degli imgressi tutto il materiale dei visitatori.
In seguito un furgone della Polizia Postale (Ministero Dello Sviluppo Economico) o semplici radiogoniometri portatili con analizzatori di spettro, possono nel giro di qualche minuto, localizzare con precisione la provenienza del segnale.

Non sappiamo le motivazioni che hanno spinto qualcuno a compiere un gesto così stupido e inutile, ma ipotizziamo diversi scenari:
– Una possibile rivalità da parte di organizzazioni concorrenti?
– Oppure qualche pilota di un team escluso dalle selezioni?
– Non è da escludere nemmeno la matrice politica, Torino è spesso sotto la luce dei riflettori mediatici per l’uso dei droni.
La sostituzione dei tradizionali fuochi di artificio in occasione della festa di San Giovanni. O anche il recente comunicato della destinazione di una area sperimentale al Parco Doria destinata alla Polizia Municipale o alle aziende innovative.

Cosa prevede il codice penale per questo tipo di interferenza radio

Come dicevamo non conosciamo le motivazioni e ci auguriamo che gli inquirenti le trovino presto, ma ricordiamo che anche se sembra una ragazzata, questo genere di interferenze sullo spettro radio, sono previste dal codice penale con reclusione da 1 a 5 anni (Art. 340, Art. 617 e Art. 617 bis).

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