Droni Yuneec, per sbloccare una NoFlyZone servono 249 euro

Riceviamo e pubblichiamo una email di un appassionato di droni e nostro lettore Paolo, che ci racconta la sua spiacevole avventura nel tentativo di volare in regola con la legge all’interno di una area segnalata all’interno della nuova circolare ATM-09.

Prima di lasciarvi alla lettura della simpatica lettera, nel senso che Paolo l’ha presa con ironia, ma in realtà la situazione è piuttosto imbarazzante, facciamo alcune considerazioni lato normativo e operativo.

Ad oggi 4 agosto, l’unico regolamento in vigore è quello italiano emesso dall’Ente Nazionale Aviazione Civile Ed.2 emendamento 4.
Dal 1 di luglio 2019 è stata introdotta però la circolare ATM-09 che di fatto ridisegna le zone a protezione degli aeroporti, ATZ aggiungendo ulteriori vincoli quali avio.superfici ed eliporti.
Abbiamo scritto decine di articoli a tal proposito e non vogliamo approfondire in questa sede.

Lato utenti responsabili, ovvero come Paolo, se ci si vuole comportare nel rispetto della legge, la situazione è tutto fuori che chiara e semplice.
Ad oggi, con la circolare attiva e il regolamento in vigore, un utente ricreativo o persino uno professionale, non ha gli strumenti per identificare con certezza dove poter volare e quali permessi siano richiesti in una certa zona.
Il futuro regolamento ENAC ha una bozza il cui termine consultativo scade domani, che prevede che il sito www.d-flight.it di proprietà della omonima azienda D-Flight diventi il fornitore ufficiale della cartografia dedicata ai droni.

Questa è ovviamente una buona notizia, dato che la cartografia ufficiale AIP è di difficile consultazione per un hobbysta e spesso anche per i professionisti, dato che il livello di definizione è molto basso. [Come leggere le carte aeronautiche]
Si trovano in rete decine e decine di applicazioni, quali Airmap, D-space, Italian Airspace, ma ogni quanto vengono aggiornate?
E se i dati ivi segnati non sono corretti, quali rischi si corrono?

D-Flight ancora non pienamente operativo

Il fatto di avere un portale italiano, gestito da Italiani, investiti ufficialmente da un ente pubblico è certamente una buona cosa, quando tutto sarà a regime.
Si esatto, perché purtroppo ad oggi, ancora il servizio non è pienamente operativo come recita un disclaimer in sovra impressione sulle mappe D-Flight.

immagine di zone atm 09 d flight

 

NoFlyZone stabilite da alcuni produttori di droni: DJI e Yuneec

A complicare la situazione ci si mettono anche alcuni produttori di droni che per evitare noie legali, inibiscono il volo dei loro velivoli a pilotaggio remoto nei pressi degli aeroporti o di alcune zone sensibili.

Zone stabilite da chi e aggiornate ogni quanto tempo?
Non saranno certamente introdotte le nuove zone stabilite dalla circolare ATM-09, data la loro difficoltà di rappresentazione e la recente introduzione. Inoltre le zone a protezione degli aeroporti ATZ, cambiano solo per i droni, ma non per gli altri velivoli della aviazione generale o sportiva.
DJI e Yuneec sono certamente tra i due grossi player che per evitare noie, evitano che i rispettivi droni possano addirittura far girare i motori se ci si trova nei pressi di una ATZ o di altri obiettivi sensibili.

Chi gli da il diritto? Di chi sarebbe la responsabilità se malauguratamente per un errore software permettessero ai loro oggetti volanti di decollare nei pressi di un aeroporto?
Certo i loro uffici legali sarebbero in grado di resistere alle eventuali accuse di un semplice cittadino, ma la responsabilità di voler mettere un ulteriore freno in aggiunta a quelli normativi già presenti, gli conferisce anche un certo carico di responsabilità.

Autorizzazioni per il volo con i droni in zona interdetta, meglio lasciare la responsabilità al pilota

Meglio lasciare tale pensiero ai singoli cittadini piloti di droni secondo il nostro punto di vista, ma la nostra è solo una opinione e di certo dal punto di vista commerciale è più facile vendere un drone che bada a se stesso e anche alle malaugurate mani di un ipotetico e incosciente o malinformato pilota.

immagine di yuneex typhoon h 480

Yuneec, sblocco di una NoFlyZone possibile, ma con un esborso di euro 249,00

La cosa che ci lascia sconcertati e poi vi lasciamo alla lettura della email di Paolo, è che talvolta per sbloccare certe zone, perché in possesso delle relative autorizzazioni o per un errore di valutazione del software dei produttori, sia necessario pagare una somma anche consistente.
Yuneec in questo caso richiedeva 249 euro al nostro malcapitato lettore. Ma andiamo a leggere quanto ci scrive.


Buongiorno

mi permetto di disturbarvi per raccontarvi la mia esperienza riguardo l’introduzione del nuovo regolamento e precisamente l’introduzione del contenuto della circolare ATM-09, faccio una breve premessa ho comprato un drone Typhoon H480 nel mese di dicembre 2018(primo drone in assoluto). Sfortuna vuole che abito a Caselle Torinese dove c’è l’aeroporto di Torino, abito lateralmente alla pista ad un paio di km con una distese di prati, una zona in cui in 5 anni ho visto passare una decina di aerei a quote elevate! ma è zona aeroportuale ed è giusto non volarci.

Con l’introduzione della circolare non mi sembrava vero! per me bastava spostarmi di 5 minuti in auto ed essere in una zona in cui le mappe di d-flight mi dicevano che si poteva arrivare a volare anche fino 45m. Per dire la verità a me bastava anche 10 metri di altezza; in 7 mesi ho fatto solo 2 ore di volo!, colpa di weekend con impegni o col mal tempo; troppo bello pensare di ritornare dal lavoro, mettere lo zaino in spalla, 5 minuti di auto e finalmente una zona dove volare in sicurezza e in legalità senza spostarmi per tanti km .

Arrivo dal lavoro in anticipo , batterie caricate la sera prima , per sicurezza mi porto dietro i pareliche, siccome non voglio tralasciare niente al caso utilizzando la GUI metto come massima altezza 25 metri, questo succedeva il 18 luglio.

Mi dirigo in questa zona, arrivato li vado sul sito di D-flight, controllo. sono in zona arancione incrocio zona gialla, preparo il drone faccio i vari controlli, accendo la groundstation cerco di armare i motori ed ecco la sorpresa si attiva l’allert NFZ i motori non si armano!.

Ritorno a casa faccio le mie ricerche su internet e armato di tanta pazienza (poi scoprirò che per chiedere supporto all’assistenza ci vuole tanta pazienza) contatto l’assistenza del drone in Germania, allego copia della circolare , le mappe dove mi trovavo, allego persino copia del mio documento di identità, id e seriale del drone. (dalla documentazione del Typhoon H si intuisce che è necessario id, seriale documento, per avere il codice di sblocco )
Attendo la risposta, nel frattempo su vari siti leggo tanto, dopo 2 ticket (urgenti) e dopo una e-mail e dopo 6 giorni di attesa finalmente mi rispondono.

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xxxx xxxxxxx < >
gio 25 lug, 16:16

Dear Mr. XXXXXi,

sorry for the long delay. To remove the NFZ setting completely you need to send your drone to us and this service will cost 249€. If you want to send us the Drone, please fill our RMA form here:

Mit freundlichen Grüßen / Best Regards

Ihr / Your Service Team
(Sistema RMA: )

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ma stiamo scherzando ? 249 euro!!! mi sono sentito preso in giro.
Inizio a girovagare e fare ricerche su siti e Forum a quanto pare il mio isolato caso, tanto isolato non è! , potenzialmente ci potrebbero essere n proprietari di droni con NFZ preimpostate, che vogliono volare vicino agli aeroporti rispettando le altezze , ma che a loro volta saranno bloccati a terra dalle NFZ impostate sui droni.
Immaginate chi abita vicino a Linate…… finalmente può volare li! magari aspetta questo giorno da anni, invece…!

Dove sono andato, ovvero a 5 minuti da casa mia! (il greto del fiume Stura che in estate è in secca) ora ci va chi ha un Parrot chi ha un Fimi chi ha Autel , ma io no! se si considera che le NFZ degli aeroporti, ad esempio, in una regione come la Lombardia occupano il 30% della superficie utile, questo dato dà il senso della limitazione di chi come me, ha scelto il Typhoon H480, rispetto ad altri modelli … tutto questo non è giusto!

Ma ci siamo poste la domanda perché sono state inserite le NFZ sui droni ? ….credo che al principio sia stata fatta una valutazione sulla sicurezza, è giusto non far armare il drone nelle zone interdette al volo, ora sembra diventato qualcosa di diverso, i numeri dicono che il mio drone è costato 899 euro (drone, groundstation, 2 batterie , secondo telecomando, zaino) invece ci vogliono 249 euro per un file con un codice che serve per eliminare un blocco inserito sul drone dal produttore …. e come se devo cambiare la porta di casa chiamo l’artigiano me la monta, io la pago 899 euro …… mi accorgo che non mi ha dato le chiavi, gliele chiedo e l’artigiano mi dice vuoi le chiavi ? dammi 249 euro e te li do! (ma le chiavi non dovrebbero essere incluse nella porta?, volare dove si può non dovrebbe essere incluso nel prezzo del drone??)

A mio parere o i droni con NFZ impostate o si lasciano bloccati per tutti (si sbloccano solo per chi ha il patentino da pilota di apr ) o se si sbloccano lo si fa gratis e per tutti!

Io mi sono posto il problema dei 249 euro da pagare (cifra esagerata), ma immaginate chi non ha di questi problemi e magari li ha già pagati! (magari chi col drone ci lavora!) e per cosa? per volare dove si può volare.. e come se in una strada pubblica un terzo soggetto mi mette il casello e mi costringe a pagare!.(ora la smetto coi paragoni della vita quotidiana se ne possono fare tantissimi, il senso si è capito )… è giusto?

Ho confidato in una soluzione, ma nulla (se pensate che i ticket aperti al supporto vengono pure cancellati!) , contattato il mio rivenditore mi ha detto che è un problema che ha anche dji forse un giorno lo risolveranno, ma non si sa quando e come! , bisogna aspettare (d’altronde il problema è mio, non suo, bisognerebbe ognitanto ragionare a parti invertite )

Visto che per principio io mi rifiuterò di pagare i 249 euro! ho trovato la soluzione che farà felici tutti

Venderò il drone! Me lo sono fatto valutare so che ci perderò il 50% del valore (anche se è nuovo), ma meglio, meglio così!

Io sarò felice perché avrò meno magoni e meno grattacapi e meno prese in giro!

Il produttore sarà contento, ma lo era anche prima, perché aveva venduto il drone ed avrà uno in meno, che apre ticket verso l’assistenza!

Poi magari ci sarà qualcuno contento di aver acquistato un drone in seconda mano ma praticamente nuovo.

Spero di avervi anche divertito con la mia lunga e-mail ho cercato di renderla un po’ leggera (non potete credere quanto sono incavolato!) volare coi droni poteva essere una bella passione per me è diventato una specie di incubo.

un saluto e un forte augurio di buon lavoro

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