L’avvocato Francesco Paolo Ballirano risponde ai dubbi dei lettori. Oggi ci occupiamo del quesito di un lettore che vuole chiarimenti su come come comportarsi quando si tratta di fare operazioni specializzate in città e sul fatto che un suo amico vigile urbano, ipotizza che sia necessaria inviare una comunicazione e/o richiesta anche al Comando di Polizia Municipale prima di ogni volo con un SAPR alias drone professionale, anche se riconosciuto e debitamente assicurato.Ricordiamo che solo gli associati possono porre le loro questioni al legale, e le domande di interesse generale verranno pubblicate.
Per accedere al servizio, e leggere le risposte alle domande selezionate, clic qui
Buongiorno avvocato,
operando in Italia con drone <300g per operazioni specializzate in scenari standard mi è sorto un dubbio confrontandomi con un amico ( ignorante in materia ) che lavora in ambito polizia locale.
Durante la mia operazione di volo porto con me tutta la documentazione: prove tecniche, manuale, dichiarazione ENAC, polizza assicurativa ecc.
Ho altresì con me il flight logbook che indica tutti i voli che ho compiuto e rendo disponibile sulla mia home page il disciplinare per la privacy.
Insomma presumo di poter recarmi nel sito su cui intendo operare, verificare che non vi siano incompatibilità tecnico burocratiche per il volo e compiere le mie operazioni che saranno successivamente indicate nel flight logbook..Questo amico vigile sostiene la seguente teoria:
secondo lui io dovrei comunicare al comandante della polizia locale ( preventivamente) il sito su cui intenderò volare, tutti i requisiti ( miei personali e del drone) scopo del volo, coordinate ecc.ecc…insomma una sorta di flight book log inviato a loro preventivamente di modo che qualora un soggetto avente titolo facesse un esposto o una segnalazione, loro hanno con se tutti i documenti del caso…
Potete gentilmente farmi capire fino a che punto tale teoria abbia un fondamento legale?
Grazie anticipatamente per la consulenza.
Il Regolamento ENAC nulla dice riguardo ad eventuali permessi o preventive comunicazioni da inoltrare alle autorità/enti locali, in quanto le competenze dell’ENAC hanno ad oggetto questioni relative all’aviazione civile nel rispetto dei poteri derivanti dal Codice della Navigazione e non di certo quelle relative al rispetto, ad esempio, dell’ordine pubblico.
Ciò detto, dalla lettura del quesito appare francamente un’inutile duplicazione quella di comunicare alle autorità di polizia locale i requisiti del drone e dell’operatore, lo scopo del volo e le coordinate.
Ciò per un duplice ordine di ragioni. Anzitutto, se non vi sono espressi divieti di sorvolo o divieti di altro tipo (come quello di effettuare riprese) presenti nei regolamenti comunali, nulla è chiesto all’operatore che intenda utilizzare il drone e che sia in regola con quanto previsto dal Regolamento.
D’altronde, neppure il prontuario della polizia fatto circolare tempo fa prevedeva specifiche sanzioni in tal senso, limitandosi ad elencare quelle per le violazioni relative alle disposizioni del Regolamento o del Codice della Navigazione.
In secondo luogo, non vi è alcuna disposizione di legge che prescrive all’operatore di inviare una specifica comunicazione alle autorità locali per ogni singolo di volo.
È pure vero che alcuni Comuni rilasciano particolari autorizzazioni (con conseguente pagamento di diritti) per le riprese nei centri cittadini ed in determinate zone di interesse ambientale, storico e culturale, ma non è una regola presente in tutto il territorio italiano ma va verificata caso per caso. In generale, dunque a meno che non vi siano particolari esigenze, non vi è alcun obbligo di preventiva comunicazione alle autorità locali.
D’altronde, oberare l’operatore di tale incombente, a prescindere dalle specificità del volo o della zona ove lo stesso verrà effettuato, sarebbe un’attività oltremodo gravosa e rappresenterebbe una duplicazione delle attività di compliance già previste dal Regolamento ENAC.
Ciò detto, appare tuttavia opportuno segnalare che per prassi molti operatori, prima di effettuare le operazioni, inviano almeno 48 ore prima del volo semplici comunicazioni alle autorità locali (Comune, Questura competente, Polizia Locale) solitamente a mezzo posta elettronica certificata.
Sebbene non sia un obbligo, è senza dubbio una buona prassi da mantenere e che pone l’operatore al riparo da qualsivoglia contestazione.




