Dopo gli eventi che circa un anno fa bloccarono alcuni tra i principali aeroporti del Paese senza che le autorità siano più riuscite a trovare i colpevoli (né tantomeno prove della presenza dei droni), nel Regno Unito hanno iniziato a prendere provvedimenti stringenti per regolare meglio il settore dei droni, annunciando a più riprese l’introduzione di una nuova normativa che includesse la registrazione obbligatoria per molti (se non per tutti) possessori di droni, con annesso pagamento di una tassa annuale che inizialmente era stata stabilita in 16 sterline e che giorni fa è stata abbassata a 9 sterline in seguito alle lamentele dei tanti appassionati e delle associazioni di categoria.
Dopo tante parole, adesso il termine ultimo per registrare il proprio drone in UK è giunto quasi alle porte, ed entro fine mese la CAA, la Civil Aviation Authority, si aspetta un vero e proprio boom di registrazioni “dell’ultimo minuto”, per un totale di circa 130 mila. L’imponente numero dà la misura di quanto, di fronte all’arrivo di nuove norme, gran parte degli interessati tenda ad aspettare di aver capito bene la questione prima di mettersi in regola, anche se poi le regole sono lungi dall’essere definitive e anzi tendono ad essere spesso modificate in virtù dell’infinita rincorsa della legge nei confronti della tecnologia.
Infatti il provvedimento, che include anche maggiori poteri per le forze dell’ordine, le quali potranno fare anche multe sul posto, riguarda tutti i droni superiori ai 250 grammi di peso, limite che nelle intenzioni degli esperti avrebbe lasciato fuori quasi solo i droni giocattolo, ma rispetto al quale l’avvento del Mavic Mini, che pesa 249 grammi esatti, rappresenterà un’eccezione in grado di sparigliare le caselle previste adesso dal regolamento, che se non verrà prontamente modificato al fine di includere anche il nuovo arrivato in casa DJI non farà altro che rendere il quadricottero made in Shenzen ancora più appetibile dai tantissimi piloti amatoriali.




