Prima Recensione italiana del DJI Mavic Mini

Dopo una breve ma intensa attesa (è stato presentato ufficialmente solo una settimana fa) possiamo finalmente toccare con mano il nuovo drone DJI Mavic Mini, e per quello che vale possiamo anche vantarci di essere stati tra i primi in Italia ad averlo non solo toccato con mano, ma anche fatto volare. Certo questa recensione sul Mavic Mini non è esaustiva, perché purtroppo la pioggia battente e il poco tempo a disposizione nell’unica finestra di sole non ci hanno permesso di provare tutte le sue funzioni e sopratutto la distanza effettiva del drone, ma presto rimedieremo e allora torneremo ad aggiornare l’articolo.

Grazie ad Attiva spa, distributore italiano per la Grande Distribuzione Organizzata, abbiamo potuto provare in volo il DJI Mavic Mini, che dovrebbe iniziare ad essere appoggiato sugli scaffali nazionali dal prossimo lunedì 11 novembre. Svariati youtuber e influencer internazionali hanno già realizzato video e prove di tutti i tipi, ma per nostra scelta preferiamo sempre svolgere le prove con il metodo Dronezine!

Recensione del drone Mavic Mini, primo contatto e impressioni

Il nostro metodo, come ormai dovreste sapere, consiste nel non leggere mai i manuali e i tutorial. Non è supponenza, anche se l’esperienza decennale in questo campo non ci manca, ma proprio un modo per vedere come un prodotto destinato ad un ampio pubblico come il DJI Mavic Mini venga visto e utilizzato anche da un normale acquirente non al corrente della normativa e dei droni in generale.
Per tutte le caratteristiche tecniche del drone DJI Mavic Mini rimandiamo alla lettura di questo articolo.

Confezione e contenuto dell’imballo

Appena estratto dalla scatola realizzata in pieno stile DJI, molto sobrio ed elegante, si trovano il drone con braccia pieghevoli su un lato e il radiocomando sull’altro. All’interno una serie di piccoli manuali cartacei, un set di eliche di ricambio, un piccolo cacciavite e i cavetti per il collegamento tra radiocomando e smartphone, di tipo Micro USB, Type C e Lightning.

Questa è la versione standard con solo il drone, mentre la versione combo del DJI Mavic Mini avrà una dotazione maggiore con 3 batterie, borsa per il trasporto e caricatore multiplo.

Primo contatto con il drone DJI Mavic Mini

Eravamo decisamente molto curiosi di sollevare con le nostri mani questo piccolo concentrato di tecnologia volante. Le foto dei vari leaks, le prime recensioni, il lancio pubblicitario oramai ne avevano svelato l’aspetto. Sul fianco laterale destro compare la scritta Ultra Light 249g.

Ed era proprio la questione peso che volevamo verificare, non con una bilancia, ma proprio come sensazione tattile. Evidentemente i progettisti DJI sono stati molto fieri nel riuscire a produrre un drone consumer con la caratteristiche di stabilizzazione tipiche del produttore di Shenzen mantenendo il peso sotto i 250 grammi, soglia legale che negli USA e nell’Unione Europea permetterà di non registrare l’operatore presso le rispettive authority e di non obbligarlo a sostenere un esame.

Per quanto riguarda il regolamento europeo e quello transitorio italiano, vedremo se effettivamente non sarà necessario registrarsi sul portale D-Flight. Probabilmente per usarlo per lavoro sino al prossimo anno occorrerà farlo riconoscere come trecentino, alias SAPR, dal peso inferiore agli 0,3Kg.

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Ma bando alle ciance legali, mamma mia ragazzi quanto è leggero!

Batteria

Senza batterie è una vera piuma. A proposito di batteria, anche qui i tecnici DJI hanno fatto un altro passo in avanti usando probabilmente batterie agli Ioni di Litio e non ai Polimeri di Litio, ottenendo una capacità di carica maggiore – 2400 mAh a 2S – a fronte di una minore potenza di scarica. I piccoli motori accoppiati alle eliche del Mavic Mini, non avranno certamente bisogno di tanti ampere di scarica, il valore chiamato “C” in termini tecnici.

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Batteria del DJI Mavic Mini agli Ioni di Litio da 2400 mAh

La batteria, nella versione solo drone, viene ricaricata direttamente nello slot di alloggio situato sul drone. In poche parole, non occorre smontarla, ma basta inserire un normale cavo USB da una parte e Micro USB dall’altra, collegare un adattatore da 1 o 2 Ah e attendere il tempo di ricarica. Una serie di led si illumineranno e lampeggeranno durante la sessione di ricarica e quando arriveranno a 4 significherà che la batteria è pronta all’uso. Stessa cosa per il radiocomando.

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Applicazione DJI Fly per il volo del del drone DJI Mavic Mini

L’applicazione DJI Fly, per coloro che la stessero cercando adesso sugli Apple Store per iOS o su Google Play per Android, ancora non è presente. Tuttavia dobbiamo rendere un caloroso ringraziamento al DJI Marketing che ha rilasciato ad Attiva Spa una speciale versione per sviluppatori, che abbiamo potuto usare durante la prova.

Come primo approccio e consuetudine, viene chiesto di registrarsi sul sito DJI o usare il proprio account nel caso se ne possedesse già uno. A seguire compaiono le solite indicazioni per una calibrazione del magnetometro, cosa da fare in caso di spostamenti di località molto lontane dal precedente volo o in caso di forti interferenze magnetiche nei paraggi. Ancora un paio di tap per confermare le opzioni scelte e si è pronti per il decollo, come segnalato nella terza foto a destra in alto.

Con la applicazione DJI Fly sono presenti poche modalità di volo automatico, ma oramai ben collaudate e di sicuro effetto:

  • Dronie nella quale il drone si allontana salendo in obliquo sino ad una certa di stanza mantenendo inquadrato i soggetti da riprendere
  • Helix, nella quale il drone esegue una cerchio a spirale, inquadrando il soggetto centrale
  • Rocket nella quale il drone schizza verso l’alto con la camera rivolta al soggetto.

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La grafica dell’app è molto diversa dalle versioni DJI GO e DJI GO4, tra l’altro anche il peso della stessa e notevolmente ridotto. Solo 280 Mbyte contro i quasi 600 delle versioni adatte a diversi tipi di drone. Viste le differenze con le precedenti versioni, occorre controllare le varie impostazioni, ma, come affermavamo prima, si trova tutto e subito e i tutorial presenti aiutano anche gli utenti meno esperti a districarsi tra le varie opzioni.

Il radiocomando del Mavic Mini

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Il controller del Mavic Mini è apparentemente uguale ai suoi fratelli del Mavic Air o dello Spark, ma in realtà è abbastanza differente e sopratutto non compatibile né scambiale tra i vari tipi di droni.

Sta bene in mano, non pesa, ha gli stick abbastanza morbidi e fluidi (a dirla tutta forse un filo meno rispetto alle altre versioni). Non ha una selezione per lo Sport Mode centrale come nello Spark o Mavic Air – si può cambiare modalità solo da applicazione – mentre i led di carica si vedono bene anche in piena luce del sole. Le “chele” inferiori si aprono abbastanza da poterci installare persino un iPad Mini o uno smartphone di grandi dimensioni.

Mavic Mini, CE o FCC?

Il funzionamento in CE o in FCC, domanda che molti ci avete posto sui social network, non è modificabile. Vengono proprio vendute due versioni diverse, una per l’Europa e una per i Paesi che aderiscono alle regole stabilite dalla FCC. In sostanza non si può aumentare la potenza di trasmissione e di conseguenza il range operativo del drone. Per chi non lo sapesse volare con potenze maggiori su canali non consentiti in Europa e in Italia è illegale e sanzionabile anche penalmente.

Come vola il drone DJI Mavic Mini

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Nonostante l’aggettivo “mini” posto dopo il nome, oseremmo dire che il piccoletto di casa DJI vola all’altezza del suo nome di battesimo. Ovviamente non è un Mavic e ci sarà da aspettarsi che con un vento sostenuto soffra un pochino. Nella giornata odierna siamo stati graziati sia dalla pioggia sia dal vento pertanto il volo è stato ineccepibile, con un ottimo mantenimento della quota e del posizionamento in hovering, ma non ci saremmo aspettati nulla di diverso.

E relativamente al vento, dopo due anni di uso intensivo del DJI Spark che tutto sommato pesa 300 grammi (nella versione alleggerita in nostro possesso), riteniamo che se la cavi alla grande anche il fratellino meno pesante. Certo le dimensioni e i grammi contano in caso di vento forte, ma probabilmente non sarà nemmeno il caso di volare con una grossa attività eolica.

Distanza di controllo radiofrequenza CE e FCC

Per chi ci chiederà quale sia la distanza massima percorribile dal Mavic Mini, rispondiamo che la versione da noi provata era in CE, compatibile quindi con la normativa europea e stando ai dati di targa raggiunge una distanza massima di 500 metri a 5,8Ghz  2 Km a 2,4Ghz.

Nella nostra posizione non ci siamo sentiti di fare i gradassi e infrangere la legge, possiamo dire che a 200 metri di distanza ci siamo arrivati senza problemi e senza alcuna latenza o disturbo video, ma non chiedeteci se lo vedevamo bene a occhio nudo. Tra le dimensioni del Mavic Mini e il colore grigio, infatti, il piccolo quadricottero si mimetizza benissimo nel cielo. Il rumore invece ci è sembrato abbastanza riconoscibile, oseremmo dire più vicino a uno Spark che non a un Mavic. Colpa certamente delle dimensioni delle eliche e della loro velocità di rotazione.

Comparto foto e video

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Foto DJI Mavic Mini scaricabile in alta risoluzione

Le registrazioni del video in FullHD che abbiamo eseguito sono state più che soddisfacenti, addirittura riportano in sovrimpressione tutta la telemetria del volo, basta attivare la visualizzazione dei sottotitoli, tale funzione è attivabile/disattivabile da aplicazione.
Non sappiamo se questa cosa sia relativa solo alla questione della app in beta e destinata agli sviluppatori o se sarà implementata anche nella versione definitiva.
Stabilizzazione del gimbal impeccabile, il terzo asse sopratutto nei movimenti circolari fa il suo lavoro egregiamente. Le foto a 12Mpx sono sempre molto sature, come oramai caratteristica consolidata dei prodotti DJI, ma a noi piacciono.

Prezzo del drone DJI Mavic Mini

Non che sia oramai più una sorpresa, ma lo ripetiamo per comodità dei lettori. È commercializzato e in due versioni:

  • quella con il solo drone (provata in questa recensione) costa euro 399,00,
  • la versione combo, con 2 batterie aggiuntive, una borsa di trasporto e uno slot per caricare 3 batterie insieme costa invece euro 499,00.

Articolo in costante aggiornamento

Come prima prova e senza aver potuto approfondire tutte le peculiarità del DJI Mavic Mini per mancanza di tempo e meteo troppo variabile, diremmo di essere completamente soddisfatti.
Appena possibile implementeremo in questo articolo i video registrati nella giornata odierna, per cui ricaricate questa pagina prossimamente.

Galleria foto

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