Clima: sono i droni i migliori amici della riforestazione?

L’immane tragedia infuocata che sta colpendo l’Australia è solo l’ultimo degli eventi catastrofici che negli ultimi anni hanno colpito il nostro pianeta. E se invertire la rotta dei consumi e della vita eco sostenibile continua a dimostrarsi una strategia poco efficace, per via del rapporto tra la velocità a cui marcia e il tempo entro il quale bisognerebbe raggiungere gli obiettivi, una delle contromisure più urgenti e seguite sembra essere quella della riforestazione.

Rimpiazzare l’enorme patrimonio boschivo che in tutto il mondo continua a ridursi (ogni anno scompaiono circa 13 miliardi di alberi), non solo a causa di clamorosi incendi ma anche per l’opera costante dell’uomo, resta infatti il principale sistema per riuscire a fissare di nuovo nel terreno l’enorme mole di anidride carbonica che continua a liberarsi nell’aria per via della deforestazione.

Video: gli incendi in Australia ripresi dal drone

In un panorama del genere serve tutto l’aiuto possibile, il che al giorno d’oggi significa soprattutto ricorrere ai vantaggi offerti dalla tecnologia. E così i droni fanno la loro comparsa nei principali progetti di riforestazione massiva che da qui ai prossimi anni interesseranno numerose zone del pianeta.

Usando i droni, ad esempio, un team di scienziati canadesi ha dichiarato di voler piantare entro il 2028 un miliardo di alberi. Il numero oggetto di questa importante scommessa ecologica è senza dubbio mastodontico, ma i numeri sono dalla parte dei ricercatori, se è vero che un drone è in grado di piantare alberi a un ritmo 10 volte superiore a quello di un essere umano.

Riforestazione via drone: come funziona?

Il progetto prevede innanzitutto di utilizzare telecamere e sensori multispettrali dei droni per determinare le aree più idonee alla riforestazione ma anche di equipaggiarli con un sistema pneumatico in grado di sparare nel terreno delle capsule contenenti i semi degli alberi e un mix di micorrize e altre sostanze che permetteranno loro di crescere rapidamente e in salute, grazie anche ai fertilizzanti che verranno spruzzati da altri droni dopo l’impianto.

Completate queste operazioni, le aree verranno monitorate (sempre dai droni) per assicurarsi che la crescita degli alberi proceda fiorente, sfruttando quindi sino all’ultimo tutti i vantaggi offerti dai droni rispetto all’agricoltura di precisione. La speranza è che i frutti di questo lavoro, sotto forma di ossigeno, saranno presto abbondanti per tutti.

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