Rescue Drone Network, lancia una petizione per la modifica di un articolo ENAC

E’ scritto nell’ultimo regolamento ENAC ed.3 del 11 novembre 2019 entrato in vigore il 15 dicembre 2019, articolo 7 comma 7:”I piloti remoti e gli operatori SAPR non devono effettuare il volo in prossimità o all’interno di zone in cui siano in atto interventi in risposta a una situazione di emergenza.”

E sembra una cosa utile e sensata, evitare cioè che i droni dei curiosi sorvolino le aree sottoposta a interventi per calamità naturali o disastri. Tutto questo per evitare di intralciare i mezzi di soccorso.
Quindi campo libero solo ai velivoli o meglio agli aeromobili di Stato, sia tradizionali, sia a pilotaggio remoto.

Quella norma in realtà blocca a terra anche, un insieme davvero corposo di volontari, che si affiancherebbero ben volentieri ai lavori della Protezione Civile e di tutti gli altri organismi interessati in caso di emergenze di carattere nazionale o locale
Stiamo parlando di Rescue Drone Network, una rete di piloti certificati che da tempo si esercitano sul campo proprio per essere di supporto e non di intralcio alle operazioni di questo tipo.
Giusto ieri gira in rete una petizione su Change.org dove i volontari di Rescue Drone Network cercano di arrivare all’obiettivo di 500 firme raccolte.
La petizione lanciata da Gian Francesco Tiramani, storico fondatore della rete di volontari ha lo scopo di richiedere la modifica di quel comma incriminato, come si legge tra i commenti pubblicati nel documento di Change.org

“I Volontari di Rescue Drones Network ODV chiedono la modifica immediata del regolamento entrato in vigore il 15 dicembre scorso con l’eliminazione o la rivisitazione del punto 7 dell’articolo 7, nonché una regolamentazione specifica per l’impiego dei droni civili per le operazioni di pubblica utilità, come richiesto dal regolamento europeo e come sollecitato da diversi anni dai volontari impegnati in questo settore.”

Sempre nella stessa pagina della petizione che al momento della scrittura di questo articolo segna già 450 firme raccolte, prosegue su questi argomenti: “Abbiamo chiesto continuamente chiarimenti all’Ente senza che però si degnasse mai di dare una risposta, con la conseguenza che ora oltre 1.000 droni delle strutture di volontariato e della Pubblica Amministrazione non possono più essere impiegati per portare aiuto a chi ha bisogno. Non solo: nel 2018 lo stesso ENAC aveva promesso di regolamentare il settore per favorire l’impiego di questa tecnologia che può risultare determinante per l’incolumità delle persone e dei beni (cosa richiesta anche dalla recente normativa europea) ma da allora tutto è bloccato senza alcuna motivazione, provocando così l’impossibilità di portare soccorso in molte situazioni.”

Link alla pagina della petizione online su Change.org