Fallimento Eurodrone, de Maizière sulla graticola

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Euro Hawk

Otto sedute in Agosto, nonostante la chiusura estiva del parlamento tedesco. La commissione parlamentare d’inchiesta che sta giudicando il ruolo del ministro della difesa, Thomas de Maizière, nel fallimento del programma del drone militare tedesco Euro Hawk stringe i tempi. L’opposizione vuole arrivare al “verdetto” prima delle elezioni di Settembre, mettendo sulla graticola il ministro democristiano braccio destro di Angela Merkel.

La figuraccia è stata terribile: 600 milioni buttati nel fallimetare Euro Hawk, un drone militare tedesco clone dell’americano Northrop Grumman Global Hawk, che non può volare perché gli manca un sistema per prevenire le collisioni aeree, una tecnologia che gli Usa non hanno intenzione di condividere con la Germania e che per essere sviluppata da zero richiederebbe investimenti enormi e tempi lunghi, al punto che il programma è stato chiuso il maggio scorso.

Il responsabile politico del progetto (e del suo naufragio) è il braccio destro di Angela Merkel, il ministro della Difesa Thomas de Maizière (CDU). Un’occasione ghiotta per l’opposizione (verdi e socialdemocratici) che nei sondaggi hanno parecchio da recuperare alla coalizione della Merkel, e lo scandalo potrebbe mettere seriamente in imbarazzo la premier. Dal canto suo, de Maizière non ha nessuna intenzione di dare le dimissioni. Come in ogni battaglia politica che si rispetti, il governo va al contrattacco, cercando di tirare nel fallimento anche i socialdemocratici, ora all’opposizione, ma che erano nel passato governo di Grosse Koalition con la Merkel. Ad aprire il fuoco è un membro democristiano della commissione parlamentare, Thomas Grübel (CDU), che ricorda come “Spd e verdi hanno dato via libera all’Euro Hawk, prendendo importanti decisioni quando erano al governo”, e tira in ballo l’ex ministro socialdemocratico (SPD) della Difesa Rudolf Scharping, alla guida del dicastero tra il 1998 e il 2002.

La CDU insomma mira a dimostrare che i grossolani errori di valurtazione alla base del naufragio di Euro Hawk li hanno fatti i socialdemocratici, ma Scharping rimanda le accuse al mittente: “Non puoi gestire per anni un progetto e solo alla fine scoprire che aveva uin difetto dalla nascita”. Come a dire, può darsi che io abbia sbagliato, ma tu in tutti questi anni hai cavalcato un cavallo morto senza accorgerti di nulla. “Era tuo dovere tenerti informato, anche solo davanti a un bicchiere di vino”.

La difesa di Thomas de Maizière, quella classica del ministro “a sua insaputa”, fa perdere la pazienza anche Wolfgang Schneiderhahn, ispettore generale di lungo corso, che sbotta: “se qualcosa mi scoppia in mano, perdo qualche minuto a informare il mio ministro”.

Il teste chiave per l’opposizione è  Angelika Bauch, revisore dei conti del ministero della Difesa. Secondo lei, il comportamento del ministero è stato ingenuo, i problemi non sono stati messi a fuoco e i rischi sottostimati. “I controlli non hanno funzionato” ha detto alla commisiione parlamentare. E parlando di de Maizière, ha avuto parole pesanti: il ministro avrebbe fallito nel suo dovere di raccogliere informazioni. 

In soccorso del ministro della difesa è corso il Segretario di Stato  Stéphane Beemelmans, che ha ammesso di non aver fornito a de Maizière informazioni puntuali sui problemi dell’eurodrone: “Mi assumo tutte le repsonsabilità” ha dichiarato, ma non è detto che questo scudo umano possa salvare la faccia di ministro e governo. E anche Harald Stein, presidente dell’agenzia che fornisce le armi all’esercito tedesco, ha detto che de Maizière è uscito dal programma al momento giusto, completando per lo meno la fase di test: “Se avessimo chiuso prima il programma, non avremmo ottenuto nulla”. Così invece i militari tedeschi hanno ottenuto per lo meno l’unità di ricognizione, che permette di scattare dal cielo foto ad alta risoluzione e ha bruciato da sola metà del budget: una piattaforma che funziona e può essere usata su un altro aereo.

Thomas de Maizière ora dovrà giocarsi bene le sue carte davanti alla Commissione; finora non gli è mai venuto a mancare un appoggio di peso, quello di Angela Merkel.

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