Drone sulla redazione di Charlie Hebdo. La Francia verso il giro di vite contro i droni civili.

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Non si arresta l’ondata di sorvoli illegali in Francia: prima le centrali nucleari, ora ad essere presa di mira è la capitale francese. Solo Martedì altri 10 droni sono stati segnalati su Parigi, uno dei quali nei pressi della redazione del giornale satirico Charlie Hebdo recentemente oggetto di un terribile attacco terrorista da parte dei fondamentalisti islamici. Piccoli droni nei giorni scorsi hanno sorvolato anche l’Eliseo, l’ambasciata USA in Francia e la Torre Eiffel.

Non è per niente chiaro se si tratti di provocazioni o di semplici imbecilli, ma il risultato è che dal 5 ottobre scorso sono stati segnalati 60 episodi di sorvoli di strutture sensibili e  le autorità francesi stanno sul chi vive. La gente comincia ad essere spaventata, che è il primo passo verso la richiesta di misure restrittive contro tutto il movimento dei droni transalpino. La Gendarmerie (in pratica i vigili urbani) sono stati istruiti su come comportarsi in caso di sorvolo non autorizzato sulla capitale francese, crimine che prevede fino a un anno di carcere e 75 mila euro di multa. “Prendiamo la questione molto seriamente” hanno dichiarato i gendarmi. Oltre al bastone, la Francia pensa anche alla prevenzione, a cominciare dall’ipotesi di introdurre l’obbligo di consegnare un documento con le regole per l’uso sensato dei droni hobbystici agli acquirenti. E il ministro della difesa ha annunciato misure per “identificare, intercettare e nel caso disabilitare del tutto o in parte” i droni civili che volano dove non devono, pur nel rispetto delle “libertà civili”. Una nota del dipartimeto della Sicurezza Nazionale caldeggia l’introduzione di un registro di droni (come vorrebbe fare anche l’Inghilterra) e l’obbligo di montare un transponder.

 

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