Darpa progetta i droni del futuro: velocissimi, autonomi, piccoli come insetti

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Darpa, l’agenzia del Pentagono che ha inventato Internet, sta sviluppando una nuova generazione di droni. Il programma si chiama FLA e sta per Fast Lighweight Autonomy (autonomo, piccolo e veloce)  e sperimenta droni piccoli come insetti ma in grado di volare a gran velocità in ambienti complessi pieni di ostacoli. L’Agenzia ufficialmente sostiene che saranno utili per cercare i dispersi nelle zone colpite da disastri, ma una simile tecnologia ci sembra molto più indicata per lo spionaggio con micidiali robot volanti delle dimensioni di una mosca. La scommessa, si legge nei documenti del Darpa, è creare “una nuova classe di algoritmi per permettere a piccoli aerei senza pilota di navigare rapidamente un labirinto di stanze, corridoi e scale, o altri ambienti pieni di ostacoli senza bisogno di un pilota remoto”. E consentirà ai droni più grandi, quelli che conosciamo oggi, di infilarsi a 90 chilometri all’ora in una finestra aperta. Il modello che ispira gli scienziati americani sono gli uccelli insettivori, rivela il program manager Mark Micire. “L’obiettivo del programma FLA è quello di esplorare modelli non convenzionali di percezione e di autonomia, che possano dare ai piccoli UAV la capacità di comportarsi come questi uccelli, compresa la capacità di navigare spazi stretti ad alta velocità e capire al volo se sono già stati in un certo ambiente o meno”.

Robofly, il drone più piccolo del mondo

Difficilmente la ricerca del Darpa darà frutti a breve, anzi, si presume che ci vorranno 15 anni per arrivare a questi risultati, che appaiono francamente fantascienza: al momento il drone più piccolo el mondo, il robofly, è più o meno delle dimensioni di una moneta da 20 centesimi di euro, ma i militari stannogià lavorando a una macchina tre volte più piccola. Il problema vero non sono i motori o la meccanica, ma il sotware.  Device così piccole non possono portare processori potenti. Il loro payload è di qualche grammo, batterie incluse, quindi la sfida di dare al microrobot abbastanza cervello da fare in tempo reale l’analisi dell’ambiente alla velocità richiesta da un volo a quasi 90 all’ora è praticamente impossibile allo stato attuale dell’arte. Ma anche senza arrivare agli insetti da corsa superintelligenti, se già il lavoro del Darpa arrivasse a creare gli algoritmi necessari per far sì che droni di dimensioni più normali possano navigare in una città senza bisogno di pilota, molte delle promesse non ancora mantenute dei droni diventerebbero una realtà. A cominciare dalla consegna dei pacchetti a domicilio.

Fonte: Sputnik US

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