I droni del futuro: ala fissa o ala rotante?

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rendering grafico di Hybrid rotorWing – foto: StopRotor Technology (c)

Sarebbe bello poter utilizzare uno UAV con i vantaggi della ala fissa uniti a quella dell’ala rotante. Si potrebbero utilizzare doti di grande autonomia e velocità in connubio con la possibilità di fermarsi immobili nell’aria.

Da dversi anni grosse case di costruzione e progettisti più o meno famosi stanno lavorando ad un velivolo in grado di decollare verticalmente (VTOL), rimanere in volo stazionario potendo contestualmente raggiungere discrete velocità con una ampia  autonomia.

In passato si chiamava  Convertiplano, ora il termine dell’ultimo momento è Hybrid RotorWing. In fase di sperimentazione da parte della australiana StopRotor, azienda già presente nel panorama internazionale di Unmanned Aerial Veichle (UAV) e formiture per l’esercito.

In netta concorrenza con il progetto X-Plane progettato da Darpa che cerca di superare i limiti tecnologici attuali:

  • Velocità: portare la velocità massima raggiungibile da una ala rotante massima 6/800 km/h
  • Hover: portare l’efficenza in  hovering dal 60 al 75 %

Inutile dire che gli sviluppi militari si stanno dirigendo sia verso velivoli pilotati sia verso velivoli unmanned, per cui non resta che aspettare che questi nuovi droni possano in un futuro molto prossimo essere utizzati anche in ambito civile in missioni di soccorso o umanitarie. Lo stesso Rowan Watkins, fondatore di StopRotor, afferma che non è improbabile vedere Hybrid RotorWing impiegato in ambito civile come UAS nel caso perda la sfida con Darpa.

Ecco un video dimostrativo  eseguito su un prototipo durante la fase transitiva di cambio modalità di volo.

http://youtu.be/q1tmzz7UF3U

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