Lavorare con i droni, guerra all’abusivismo

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Sempre più utilizzati in molteplici ambiti, i droni civili, quelli che il regolamento aereo emanato da ENAC contraddistingue con l’acronimo di SAPR, sorvolano quotidianamente la testa di molte persone e si vedono nei vari passaggi dei telegiornali delle principali emittenti, ma non tutti coloro che li usano sono in regola.

Una situazione di abusivismo che i professionisti autorizzati, ovvero  gli operatori che hanno seguito l’iter formativo, non sopportano più e lanciano un grido  di allerta: “attenzione alle imprese committenti dei lavori aerei, siete corresponsabili in caso di incidenti“.

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L’associazione Assorpas, l’associazione nazionali fotografi professionisti Tau Visual e un gruppo di operatori regolarmente autorizzati Operatori-apr, fanno fronte comune e dichiarano guerra all’abusivismo; al lavoro aereo con i droni civili svolto senza i necessari permessi e  autorizzazioni ottenuti seguendo il cammino previsto dal regolamento emesso dall’Ente Nazionale Aviazione Civile nel aprile 2014.
Nell’art.6 viene infatti specificato che le aziende che commissionano le riprese aeree, i rilievi fotogrammetrici o un qualsiasi altro tipo di attività nella quale verranno impiegati i SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) sono corresponsabili con il pilota e l’operatore. E le sanzioni in tal senso sono molto pesanti.

(*) articolo 6, comma 3: “… nel caso di operazioni specializzate per conto terzi, deve essere stipulato un accordo tra l’operatore del SAPR e il committente nel quale le parti definiscono le rispettive responsabilità e concordano sull’idoneità del SAPR (Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto) per la specifica operazione di
volo e sulle eventuali limitazioni e condizioni connesse, anche con riguardo alle disposizioni in materia di protezione dati di cui all’Art. 22 del presente Regolamento.”

Qui di seguito il comunicato stampa congiunto.

 

 

 

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