Intervista esclusiva: Drone sull’Expo, Telecom risponde al fatto Quotidiano

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Di Roberto Amaglio

Era un’assolata domenica di inizio marzo, quando nei cieli sopra Expo tuonò. “I voli con il drone sono irregolari”, campeggiava sulle pagine de “Il fatto quotidiano”, che sosteneva come il progetto Belvedere in città (pensato per mostrare dall’alto l’avanzamento dei lavori e l’evoluzione dell’area espositiva) non si potesse realizzare senza apposita autorizzazione da parte dell’Enac. I motivi? La zona è da considerarsi critica per la presenza dell’aeroporto di Bresso a circa 7,5 km dall’area espositiva (meno degli 8 previsti dal regolamento), per la permanenza di operai nel cantiere anche durante la pausa pranzo (momento dei voli del drone) e per la vicinanza della Milano-Torino, della Milano-Laghi e del carcere di Bollate.

La notizia che l’Ente nazionale dell’aviazione civile avesse aperto un’indagine e la mancanza di nuovi video caricati su Youtube nelle settimane successive avevano fatto pensare che sul progetto Belvedere in città fosse calato il tramonto.

«E invece avevamo semplicemente avuto altri impegni che ci avevano fatto slittare i voli», afferma Giovanni Cicu, responsabile dell’iniziativa per Fidogroup, l’operatore certificato a cui Telecom ha affidato le riprese e che ha utilizzato in questi mesi un Apr SF6 di Skyrobotic. «Avevamo già ripreso i voli a metà marzo, tanto che nei giorni seguenti fu caricato sul sito il nuovo girato».

Avete risolto il caso con Enac in due sole settimane? Lo sa che sarebbe un record?

«Non c’era nulla da risolvere. Avevamo tutte le carte in regola per operare: per la presenza del carcere, il committente aveva comunicato il tutto al ministero di Grazia e Giustizia. La distanza dall’aeroporto di Bresso, invece, è appena inferiore agli 8 km previsti dal regolamento. Se poi calcoliamo che non abbiamo mai volato a grandi altezze (mai oltre i 30 metri) e che i pochi operai presenti nel cantiere durante la pausa pranzo erano stati avvisati, il quadro è esauriente».

 

Deve ammettere che, volendo essere fiscali, la normativa Enac sulle aree critiche vi gioca contro…

«Il progetto Belvedere è stato ideato e lanciato nell’estate del 2014. La normativa di Enac sui droni è stata emanata nella sua prima versione solo a fine aprile dello stesso anno e in questi mesi è già stata interessata da modifiche, proposte, miglioramenti. Insomma, viste le tempistiche, il vero ostacolo da superare non era il regolamento Enac, bensì soddisfare tutte le misure di sicurezza richieste dal cantiere Expo».

Gli organizzatori dell’esposizione che hanno detto della vicenda?

«Ci siamo sentiti anche nei giorni successivi all’articolo pubblicato da Il fatto. Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione in merito; inoltre né i responsabili di Expo né Telecom hanno ritenuto di dover replicare pubblicamente alle indiscrezioni giornalistiche: siamo andati avanti per la nostra strada. E crediamo sia stata una strada suggestiva e che ha già ottenuto i suoi risultati».

 

Sul prossimo numero di DronEzine Magazine pubblicheremo l’intervista completa a Telecom e Fidogroup suo voli nel cantiere Expo

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