L’avvocato risponde: “Ho comprato il drone, ma la certificazione non è mai arrivata”

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L’esperto legale Francesco Paolo Ballirano risponde a un lettore che ha comperato un drone professionale dietro promessa da parte del venditore che dopo la vendita si sarebbe adoperato per far avere al Sapr la certificazione Enac, ma ciò non è successo. Che fare in simili casi?
Ricordiamo che solo gli associati possono porre le loro questioni al legale, e le domande di interesse generale verranno pubblicate.
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Da quanto descritto, Lei ha acquistato un drone con l’impegno da parte del venditore di provvedere a procurarsi tutte le certificazioni di aeronavigabilità previste dalla normativa ENAC. Successivamente, il costruttore/venditore è venuto meno a questo specifico impegno.

Partiamo dal presupposto che l’ambito normativo a cui allacciarsi, in assenza di previsioni specifiche previste dal Codice della Navigazione, è quello ordinario dettata dal Codice Civile. In particolare, l’acquisto del drone, pur in assenza di accordi scritti, implica comunque la conclusione di un contratto che senz’altro rientra nello schema del contratto di compravendita, a cui è da collegare un’altra obbligazione specifica ossia quella di farLe avere tutte le certificazioni di aeronavigabilità richieste da ENAC.

Quest’ultima specificità (che poi, è il punto nodale del problema) appare riconducibile alla “promessa dell’obbligazione o fatto del terzo” prevista e disciplinata dall’art. 1381 c.c. (“colui che ha promesso l’obbligazione o il fatto di un terzo è tenuto a indennizzare l’altro contraetene se il terzo rifiuta di obbligarsi o non compie il fatto promesso”). La promessa del fatto del terzo integra un’autonoma obbligazione del promittente (che nel Suo caso è il venditore) verso il promissario (nel caso specifico Lei, l’acquirente), avente ad oggetto un facere, cioè un obbligo di attivarsi presso il terzo (l’ENAC) perchè questi assuma l’obbligazione o compia il fatto promesso (le certificazioni). La giurisprudenza ha ritenuto infatti che l’obbligo assunto dal venditore di far ottenere al compratore le certificazioni di legge per la cosa venduta rientra in tale tipo di obbligazione ben potendo “il fatto del terzo” essere un certificato rilasciato dalla Pubblica Amministrazione (cfr. Cass. 12 dicembre 2006, n- 26509). È il caso di ribadire che la promessa del fatto del terzo non deve essere necessariamente assunta mediante una dichiarazione espressa (e scritta) di volontà, ma è tuttavia indispensabile che tale impegno risulti provato (o che possa essere provato) in modo certo ed univoco.

Le conseguenze derivanti dal mancato compimento del fatto promesso devono essere graduate sulla base della condotta in concreto mantenuta dal promittente:

  1. se il promittente ha provato ad attivarsi per soddisfare il Suo interesse vi potrebbe essere un mero indennizzo, così come stabilito dallo stesso art. 1381 c.c.;

  2. nel caso, in cui non abbia provveduto in nessun modo, o per colpa o per negligenza, è obbligato invece a risarcire i danni secondo le generali regole risarcitorie, ed in tal caso Lei deve fornire la prova degli oggettivi danni subiti in conseguenza dell’inadempimento del venditore/promittente.

Da quanto da Lei descritto il venditore/promittente ha colposamente omesso di porre in essere l’iter burocratico per la certificazione del drone e pertanto valgono le generali regole risarcitorie per l’inadempimento, dato che l’inesecuzione di quanto promesso è stata posta in essere, tra l’altro, in aperta violazione dei doveri di correttezza e buona fede e pertanto, ai sensi dell’art. 1218 c.c. (“dell’inadempimento delle obbligazioni – responsabilità del debitore”) potrà richiedere il risarcimento del danno per l’inadempimento causato dal venditore/promittente (sul punto, per un’analisi più approfondita, si veda: Cass. 24 Gennaio 2003, n. 1137, Cass. 15 Luglio 2004, n. 13105).

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