Cardi di Enac presenta il nuovo regolamento per i droni, che sarà legge a Maggio

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Alessandro Cardi, dirigente della Direzione Centrale Regolazione Tecnica di ENAC è intervenuto al Forum Permanente delle Associazioni spiegando la filosofia e le novità del regolamento Enac che entrerà in vigore a Maggio.

“In tutto il mondo si sta cercando di identificare un aera di sostanziale esenzione e un area che ha bisogno di regole. A Riga abbiamo visto che, con tutte le differenze del caso, tutta Europa si muove in questo senso: EASA prevede una sostanziale tripartizione, un area OPEN dove è molto semplice operare, sostanzialmente un non critico, dove le regole saranno minime; un area Light con regole semplici e una terza area di piena regolamentazione per gli APR più impegnativi, per arrivare a una sostanziale integrazione degli APR pesanti nello spazio aereo”. Dato questo scenario, quali contenuti dare all’area open e a quella light, visto che l’integrazione nello spazio aereo è di la da venire. A fronte di un interesse importante degli APR, l’interesse esplosivo che ci ha colto di sorpresa er la rapidità dello sviluppo è proprio la fascia bassa, quella degli APR semplici, difficile da regolamentare per la varietà di scenari. A fronte di un interesse iniziale non dico limitata dalla fotografia, anche se questo terzo occhio volante è molto suggestivo,oggi la realtà è ben più strutturata: man mano il settore si è professionalizzato in termini di uso, al Roma Drone c’è stato un importante convegno per l’uso da parte di architetti, geometri, tecnici che portano a una specializzazione di macchine mai vista prima. Un conto è fare le foto un conto è fare industria. C’è stata una effettiva e molto importante evoluzione di un settore industriale, e non è assolutamente nel nostro interesse, né nel nostro DNA sovraregolamentare la materia: siamo d’accordo che serve na regolamentazione semplice, leggera, applicabile.

Il nostro scopo non è solo regolamentare la sicurezza, ma regolamentando la sicurezza aiutare a sviluppare il settore, con regole certe per tutti che possono e devono essere rispettate.

Però è difficile ottenere risposte da ENAC

Non riusciamo a dare risposte anche perché ci arrivano domande non solo fatte male, di più, orribili: e questo è un problema al quale le associazioni devono dare una risposta.

Intanto però l’illegalità dilaga

C’è un regolamento, e riceviamo una quantità di accorate proteste da parte di operatori seri in regola che si devono confrontare con una illegalità diffusa di gente che se ne fregano non solo dal nostro regolamento, ma addirittura dalle regole di polizia: volare sulla città è sempre vietato, non dal nostro regolamento ma dalla legge: le forze dell’ordine interverranno, sono state annunciate misure terrificanti, multe impressionanti, anche sproporzionate, faremo di tutto per mitigare le sanzioni, siamo al tavolo tecnico del Viminale. Stiamo creando un canale per dirottare alla polizia le segnalazioni di illegalità che riceviamo.

In un anno il regolamento è già invecchiato?

Come tutti i regolamenti, anche il nostro è fatto per essere cambiato. Nella prima stesura abbiamo fatto un’opera assolutamente sana, ma da subito abbiamo ragionato su come migliorarlo per renderlo più vicino al mercato e alla realtà. Abbiamo fatto qualche centinaia di autorizzazioni, in massima parte per la sperimentale propedeutica.  Attenzione che  la sperimentale non si può comprare, non valgono nulla le dichiarazioni del produttore: è personale, un asset dell’azienda che entra a far parte del suo know how. Da una settimana la propedeutica si può fare senza bisogno di dichiarare nulla, basta farla in un area adatta senza persone. Alle associazioni chiedo di dare agli iscritti il know how per la sperimentale. Questo è già legge, fa già arte del regolamento, non è solo nella bozza del prossimo ma già nero su bianco su quello in vigore.

Quando sarà legge il nuovo regolamento? E quali sono secondo lei novità principali?

Entro maggio. Una cosa che mancava nella prima stesura, è la figura del pilota, che è lui che ha il controllo del mezzo, è lui che fa la sicurezza concreta. la sicurezza ha molti aspetti: una preventiva, che è compito dell’operatore, che dipende da come si organizza il lavoro. ma poi c’è la sicurezza in tempo reale, quella che si fa quando si vola. E non può che calare in capo a chi pilota, a chi ha in mano il mezzo. nel regolamento il pilota è il secondo pilastro della sicurezza. Il risultato è mix tra uomo, mezzo, operazione, contesto, legge. Dove operiamo in area critica verrà fuori una ricetta, nelle non critiche ne verrà fuori un altro.

Il pilota pilastro della sicurezza?

Sì, non sarà più una persona che viene qualificata di volta in volta dall’operatore ma un professionista con  suoi titoli professionali. Abbiamo introdotto la Licenza di Pilota remoto di APR, per le future operazioni fuori dal controllo visivo e operazioni critiche, e un attestato da conseguire in un circuito  di scuole certificate per operare sotto i 25 kg.

Volare in città

Abbiamo assunto una posiziona coraggiosa, per qualcuno un po’ scellerata: unici in Europa abbiamo deciso di consentire il sorvolo dei centri urbani. Per i droni sui 25 kg è semplicemente impossibile pensare che si possa fare, mentre per i droni piccoli abbiamo deciso che la componente essenziale, la centralina, rispetti dei minimi di sicurezza valutabile in termini aeronautici (EUROCAE): un livello che abbiamo visto che può essere soddisfatto con la tecnologia e i software in commercio. Non è uno standard irraggiungibile, ma sta al costruttore dimostrare che il mezzo lo raggiunge.

No fly area aeroportuale

Interviene Andrea Fanelli (Scuola Ali di Classe e collaboratore di Italdron): “L’accesso ai CTR (lo spazio riservato agli aeroplani nei pressi degli aeroporti) tipicamente è enorme, ma già oggi ci sono permessi di accesso, per esempio per il vds (ultraleggeri). Quindi gli strumenti per accedere in modo sicuro a questi spazi (che in certi posti come in Umbria arrivano ai 2/3 del territorio regionale) già ci sono, bisognerà  portare questa esperienza ance ai SAPR. Valuto molto positivamente la riduzione da 8 a 3 km della no fly area nei confronti degli aeroporti.

L’aviazione generale ha lo stesso problema- risponde Alessandro Cardi di ENAC.  I CTR in Italia sono fin troppo  abbondanti, producono sicurezza, ma ci sono margini per liberare territorio a tutti, dall’aviazione generale ai droni. Non è che il CTR proibisce di operare: semplicemente fuori dagi spazi aerei controllati si può operare senza difficoltà, nei CTR si può volare con determinate regole. Il problema concettualmente non c’è, in pratica abbiamo avito richieste di operare nei CTR che possono essere valutate. Lo stesso vale per le aree proibite: se c’è bisogno di volare su un carcere, per esempio, bisognerà ottenere i permessi dal Ministero di Grazie e Giustizia e se i motivi sono fondati si potrà fare.

Sotto i due chili

Un proiettile pesa meno di due chili, ma fa male lo stesso, quindi non basta il peso, ai droni per essere considerati inoffensivi servono caratteristiche che lo rendano effettivamente sucuri in termini di progettazione e materiali, che possa far ritenere che non faccia grossi danni se non addirittura la morte. Abbiamo una linea guida che orienta le caratteristiche che questi mezzi dovranno avere, la pubblicheremo a breve. Per questi droni le operazioni sono sempre non critiche, il volo deve essere gestito da una persona che abbia fatto la scuola, semplicemente non si deve volare sopra assembramenti di persone. ma sappiamo che non è necessario andare sulla verticale di quello che si vuole riprendere per fare un buon lavoro, e lo stesso vale per esempio sulle autostrade. Noi vogliamo sgombrare il campo dalla pescosi che si stava diffondendo “non si può volare da nessuna parte”, e questo vogliamo dimostrare chiaramente che non è così. Poi bisogna anche definire cosa si intende per “assembramento”: l’ordine di grandezza è della ventina di persone, ma insomma, deve vincere il buonsenso.

 Anche l’Indoor è regolamentato da ENAC

Nella prima stesura del regolamento l’indoor era fuori dalla giurisdizione ENAC. Nella nuova bozza invece rientra anche l’indoor: “ce l’hanno chiesto le forze dell’ordine” argomenta Cardi: “Se non si può volare all’aperto sugli assembramenti di persone a maggior ragione non si può volare in un palasport. La bsae normativa non è la regolamentazione dello spazio aereo, essendo al chiuso, ma il fatto che le regole a cui devono attenersi i piloti SAPR sono regole nostre e le facciamo valere anche al chiuso”.

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