Drone Delivery, la Cina fa sul serio

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Si torna a parlare prepotentemente di droni per le consegne: negli USA la FAA ha autorizzato Amazon a sperimentare il servizio, in Italia il prossimo regolamento ENAC ammette la possibilità di volare fuori dal raggio visuale del pilota (sia pure con procedure complesse e non crto alla portata di tutti) e in Cina la messaggeria S.F. Expressi, in team con il produttore locale di droni  XAircraft ha cominciato a trasportare pacchetti in una zona rurale e montagnosa del sud della Cina.

Non è un esperimento ma un vero e proprio servizio di linea, con 500 voli su base giornaliera attorno al Pearl River Delta, il cuore dell’industria manifatturiera della Cina. Al momento non abbiamo dettagli su come sia fatto il drone postino cinese, ma si sa che sono belli grossi, potendo trasportare pacchi fino a 10 kg su una distanza di 20 km. Il volo è totalmente automatico. In una rivista al Times, il fondatore di XAircraft Peng Bin ha ammesso che il settore delle consegne con i droni è ancora nella sua infanzia, e per ora non si può affrontare il tema delle consegne in città: ma secondo il dirigente cinese “ha  più senso per consegnare i pacchetti in aree remote, dove i lavoratori umani hanno difficoltà di accesso”. Anche in Cina il far west normativo dovrebbe finire presto l’Authorithy aeronautica locale ha annunciato regole precise per i droni civili, che prevedono licenze e scuole di volo per gli operatori, come in tutto il resto del mondo; le scuole in effetto ci sono già, visto che a fine 2014 in Cina c’erano quasi 250 piloti con brevetto per i droni, ma adesso diventerà obbligatorio per tutti.

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