Il drone minatore

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img_lilleymanL’austro-brasiliano Rio Tinto è il terzo gruppo minerario al mondo, e  ha scoperto alcuni modi interessanti per utilizzare la tecnologia del drone nelle sue operazioni. “I droni di per sé non ci interessano granché, ma ci interessa molto quello che possono fare” ha detto  Greg Lilleyman, capo della ricerca della multinazionale mineraria. E ha rivelato che da tempo Rio Tinto usa droni per portare a termine compiti difficili o pericolosi per gli esseri umani. I droni minerari attualmente compiono missioni sorprendentemente lunghe, per ispezionare la rete elettrica che collega le miniere con le stazioni ferroviarie e i porti, distanti anche 400 chilometri di deserto dalle miniere.  “Un compito che prima affidavamo agli elicotteri o a personale che seguiva le linee elettriche con la jeep attraverso sabbie e boscaglie” dice Lilleyman.
In miniera i droni servono anche per tenere d’occhio le riserve di minerale prezioso scavato e accumulato fuori dai pozzi ed entrano nei cunicoli per fare prospezioni geo-tecnico nel cuore delle miniere, soprattutto intorno alle pareti delle gallerie dove ricorrere a geologi a piedi è fisicamente impossibile, costoso e pericoloso. “Oggi ci sono un sacco di imprenditori che si specializzano nel servizio drone per le miniere, e ci avvaliamo spesso dei loro servigi” ha detto Lilleyman. E non è finita,i dirigenti di Rio Tinto cercano di aumentare le possibilità di intervento dei droni, dice ancora il manager, specialmente nel core business, l’estrazione vera e propria dei minerali. Il drone non sostituirà certo gli escavatori e la dinamite, ma sarà prezioso per trovare le vene di minerale da coltivare.

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