Locust, uno sciame di droni a protezione della marina militare americana

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Sembra che l’era di un unico grande drone militare che volteggia minaccioso sulle teste del nemico, ovunque esso si trovi, siano finiti. Uno sciame di piccoli droni intelligenti, svolgeranno lo stesso compito per la marina militare statunitense.

L’ONR (Official naval of Research – Istituto delle ricerche navali) ha battezzato queto progetto LOCUST (Low-Cost UAV Swarming Technology – Tecnologia a basso costo di UAV in sciame). Prendendo esempio dalla scienza comportamentale d alcuni tipi di insetti e della loro constatata intelligenza collettiva, sta prendendo forma una serie di aerei ad al fissa, lanciabili da appositi tubi situati sulle imbarcazioni o su carri mobili, con la capacità di individuare il nemico e combatterlo con la forza. Oltre ai vantaggi tattici di avere tanti piccoli oggetti da abbattere piuttosto che un unico bersaglio, questa tecnologia diventa interessante anche sul piano economico: immaginiamo il costo di un singolo MQ9-Reaper che si stima sia intorno ai 16 milioni di dollari, paragonato a questi droni UAV (Unmanned Aerial Veichle) usa e getta.

Il programma LOCUST ha terminato con successo una serie di test dimostrativi nel marzo 2015 e il direttore del programma ONR, Lee Mastroianni ha affermato in un comunicato che nel 2016 prevederà un lancio di 30 droni “swarm” (sciame) che si coordineranno autonomamente, pur sotto la supervisione di un essere umano.

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