Giorni fa un drone militare modello Predator B della Customs and Border Protection ha sorvolato la città di Minneapolis. È stato il reporter investigativo Jason Paladino a dare risalto all’accaduto attraverso il suo profilo Twitter, con tanto di mappa.
NOW: @CBP Predator Drone #CPB104 circling over Minneapolis at 20K feet. Took off from Grand Forks Air Force Base. #Minneapolisprotests #surveillance #planespotting pic.twitter.com/hVYF4GXe1Y
— Jason Paladino (@jason_paladino) May 29, 2020
Il drone, un CBP-104, ha compiuto diversi voli intorno alla città, seguendo un percorso di volo a forma esagonale e mantenendosi a circa 20mila piedi di quota. Sebbene si tratti di un modello non dei più recenti, che da tempo viene ormai usato esclusivamente per missioni di sorveglianza e senza essere più armato, la notizia ha gettato benzina sul fuoco nell’opinione pubblica, in una città in cui la tensione è già altissima a causa delle proteste scaturite in seguito all’uccisione di George Floyd da parte dell’agente di polizia Derek Chauvin.
La Customs and Border Protection ha spiegato che il drone era lì per fornire video e altre informazioni in diretta ai partner federali che ne avevano fatto richiesta, allo scopo di massimizzare la pubblica sicurezza e ridurre i rischi per il personale e le risorse impiegate sul campo per contenere le proteste, e che ha fatto ritorno alla sua base di Grand Forks non appena è stato appurato che il suo intervento non era più necessario.
Peccato che la spiegazione non sia servita a nulla, perché l’idea di essere controllati a vista da un drone militare non ha fatto altro che esacerbare ancora di più gli animi della popolazione, che da giorni protesta per le strade della città accusando la polizia di razzismo.


