Un drone per Fukushima

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All’interno del reattore numero 1 della centrale nucleare giapponese di Fukushima, danneggiato dallo tsunami nel marzo 2011, volerà un multicottero a 12 motori molto speciale: sarà in grado di caricare da solo il pacco batterie e potrà volare all’interno del reattore, che ha subito crolli e accumuli di macerie, evitando ostacoli e pareti grazie a un sistema di navigazione laser.
I voli di prova sono già stati effettuati con successo nel reattore n. 5, uno di quelli scampati al disastro. Il drone è nato nei laboratori di Control Systems Laboratory Ltd., uno spin off dell’Università di Tokio diretta da Kenzo Nonami, professore all’Università di Chiba. Il carico pagante, oltre alla fotocamera, comprende un contatore geiger  per misurare i livelli di radiazioni e un collettore per raccogliere le polveri.Le informazioni raccolte durante il volo sono convertite in tempo reale in mappe tridimensionali, consentemndo ai tecnici di valutare lo stato delle strutture, dei muri e dei tubi tranciati dalla furia del mare. L’autoricarica è stata sviluppata per evitare che esseri umani entrino in contatto con iol drone contaminato durante il volo mnel reattore: quando la batteria si abbassa oltre un certo limite, il drone esce dal reattore e va automaticamente a ricaricarsi sul pianale di un camion attrezzato come se fosse un eliporto in miniatura, in modo da poter aumentare la durata della missione. Nel test dimostrativo condotto nel reattore n. 5  il drone è stato utilizzato per un’ispezione dal primo al quinto piano, dove si trova una vasca per combustibile esaurito. Il test ha dimostrato la capacità del velivolo di girare video e misurare i livelli di radiazione in piena autonomia, senza alcun intervento umano.

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