Droni per combattere l’inquinamento marino a Cosenza

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I droni per prevenire l’inquinamento marittimo. Prosegue l’attività di monitoraggio da parte della Provincia di Cosenza  che opera su diversi fronti, incluso quello dell’utilizzo di velivoli a pilotaggio remoto.

La Polizia provinciale, sta controllando da mesi i diversi depuratori della costa tirrenica cosentina, riscontrando molte irregolarità che sono tra le cause dell’inquinamento marino. Sotto osservazione sono la manutenzione ordinaria e straordinaria dei depuratori, con controlli su tutte le fasi di depurazione, campionamenti degli scarichi a mare, controlli sulla gestione e manutenzione degli impianti.
In molti casi, la procura di Paola ha riscontrato un  superamento dei limiti tabellari per quanto riguarda le analisi microbiologiche. In questi giorni si sta procedendo, inoltre, anche alle analisi di parametri che stabiliscono la tossicità delle acque allo scarico.

Ma la sporcizia arriva anche dal mare sollevata dai fondali, soprattutto per colpa della pratica illegale della pesca a strascico, regolarmente messa in atto da alcuni pescherecci che spesso  riescono a sfuggire al controllo della Guardia Costiera. Per questo motivo il Presidente della Provincia Occhiuto ha offerto un ulteriore supporto per le attività di monitoraggio grazie alle moderne tecnologie offerte dai droni che controlleranno dall’alto ciò che avviene a largo delle coste del mar Tirreno.

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Un primo volo prova è stato effettuato il 28 luglio  a Paola, in località Pantano. L’aeromobile a pilotaggio remoto, dotato di videocamera e fotocamera, ha registrato diverse immagini sia degli impianti di depurazione della zona, sia della foce dei torrenti. Il drone ha poi simulato una  azione di controllo per l’individuazione di pescherecci che praticano la pesca a strascico, illegale sia per i danni che causa ai fondali.

 

 

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