In arrivo polizze speciali per i droni sotto i due chili (e sotto i tre etti)

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Abbiamo intervistato Marco De Francesco di Cabi Broker e ci ha risposto anche se era in vacanza

Il nuovo regolamento Enac, destinato a entrare in vigore a fine settembre, introduce delle importanti novità e semplificazioni per i sapr inoffensivi sotto i due chili e per quelli sotto i tre etti: per entrambe queste categorie tutte le operazioni sono non critiche, in tutti gli scenari, e la figura dell’operatore non è prevista: i suoi obblighi sono assolti dal pilota, che nel caso di droni sotto i tre etti non ha nemmeno bisogno dell’attestato di pilota di SAPR (e verosimilmente nemmeno della visita medica, anche se di questo ancora non c’è certezza).
“Per i droni sotto i due chili verso fine settembre verosimilmente usciremo con una convenzione assicurativa specifica, più conveniente rispetto a quella degli altri SAPR” ci rivela Marco De Francesco di Cabi Broker. “E anche con una convenzione specifica per quelli con dichiarazione di inoffensività (al momento nessun multicottero ha questa dichiarazione, e non  chiaro se a ottenerla dovrà essere il costruttore o l’operatore) con un ulteriore sconto”.

Quanto ai droni da tre etti, che non hanno bisogno di nessuna dichiarazione di inoffensività per poter godere delle semplificazioni del regolamento, De Francesco è più cauto: “Bisognerà vedere se effettivamente verranno usati, se ci saranno macchine così leggere che possano essere configurati come SAPR. Ma se effettivamente gli operatori riusciranno a usarli in operazioni specializzate, si aprirebbe un mondo totalmente nuovo e ovviamente proporremo delle soluzioni assicurative per loro. Al momento i micro droni sono una realtà dal punto di vista normativo, ma da quello operativo ancora no, non sono una realtà”.

Ma se lo diventassero saresti disposto ad assicurarli a prezzi convenienti?
“il mio parere, dal punto di vista del rischio, è che se il regolamento prevede facilitazioni per queste macchine, evidentemente l’ENAC avrà fatto delle considerazioni sul merito dei danni che possono provocare e il mercato assicurativo ne prenderà atto. Il rischio dell’uso di un SAPR da tre etti è molto limitato, e questo inciderà sulle polizze e soprattutto sui premi delle polizze: assicurare un drone così leggero non potrà costare trecento o cinquecento euro ma meno della metà. E questo porterà alla possibilità di creare delle vere e proprie flotte”.

Magari dei veri e propri sciami di droni?
“Ecco, sullo sciame si apre un quesito: lo sciame implica di per sé il volo automatico. Un operatore non può controllare uno sciame con un radiocomando, si entra nel campo del volo autonomo che è fuori dal regolamento ENAC. E se è fuori dal regolamento non è una attività praticabile”.

Nemmeno se con la radio e in VLOS controlli il capo formazione e gli altri si limitano a mantenere la distanza assegnata?
“E’ una visione interessante, io mi figuro un futuro in cui il volo autonomo avrà un suo spazio, mi immagino già sciami di droni in volo sui campi per fare operazioni specializzate agricole, controllate dl pc, una intera radiografia del raccolto nelle mani dell’agricoltore del futuro. Magari sciami di droni inoffensivi da due chili o micro da tre etti, perché no. I ricercatori ci stanno pensando e stanno sperimentando. Al momento questo scenario non è volabile e nemmeno assicurabile. Ma io non vedo l’ora di arrivare a questi livelli”.

 

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