Chiarimenti sui droni sotto i 2 kg

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1383616_10202445466883799_1548071800_nIn collaborazione con Alpha Lima Aviation, OC riconosciuta ENAC,  DronEzine offre ai soci il servizio Il Consulente riconosciuto da ENAC risponde. Le risposte alle domande che riguardano i dubbi sull’applicazione del regolamento ENAC sono fornite da Paolo Omodei Zorini di AlphaLima, pilota di jet commerciali e istruttore di volo anche per SAPR.  Oggi la domanda riguarda i sistemi di doppia terminazione per le aree critiche

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Ho un dubbio in merito al nuovo regolamento del 16 luglio 2015 la domanda riguarda l’art. 12 (Operazioni con APR di massa operativa al decollo minore o uguale a 2 kg) in particolare il comma 4 recita ” … Non sono obbligatori i requisiti organizzativi richiesti agli operatori nei precedenti articoli ma il pilota deve assicurare la corretta conduzione del mezzo e l’effettuazione della manutenzione prevista.” Quindi vuol dire che esclude tutti gli articoli in particolare come: – l’art. 11 – Autorizzazioni e dichiarazioni , dove si parla anche di targhetta da applicare al drone, di sperimentazione, ecc – art. 9 – Operazioni non critiche nel comma 2 “Prima di iniziare operazioni non critiche, l’operatore deve presentare all’ENAC la dichiarazione che attesti la rispondenza alle applicabili sezioni del presente Regolamento e indichi le condizioni e i limiti applicabili alle operazioni di volo previste, inclusa, eventualmente, la necessità di operare in spazi aerei segregati. La dichiarazione è resa dall’operatore utilizzando esclusivamente l’accesso al sito web dell’Ente, fornendo le informazioni e dati previsti nella procedura, inclusi i dati della targhetta identificativa del SAPR.” sempre l’art. 12 al comma 6 dice ” Per l’effettuazione delle operazioni con SAPR avente le caratteristiche di cui al presente articolo, l’operatore, o il pilota nei casi di cui ai precedenti commi 4 e 5, deve in ogni caso presentare all’ENAC la dichiarazione in accordo al comma 2 dell’art. 9 del presente Regolamento. ) Quindi prima di effettuare qualsiasi operazione ( considerata non critica in quanto sotto i 2 kg di massa) bisogna presentare una dichiarazione per dove e quando fare il volo ?
Oppure la dichiarazione si effettua una volta sola ed è valida per tutti i voli in operazioni non critiche?
E tutte le procedure relative alla targa, dell’art. 11 sono da fare oppure no in quanto escluse dal comma 4?
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Sicuramente la domanda può interessare molti e pertanto cerchiamo di fare un po’ di chiarezza seguendo le previsioni dell’ed. 2 del regolamento ENAC “Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto” nella quale possono essere trovate tutte le risposte in merito.

In primis, l’art. 9 comma 1 punti i e ii definisce come procedere per determinare che le operazioni specializzate con apr di MTOM<25 kg possano essere considerate non critiche.

Esse devono pertanto essere condotte in VLOS e non si deve prevedere il sorvolo, anche in caso di avarie e malfunzionamenti, di aree congestionate, assembramenti di persone, agglomerati urbani e infrastrutture sensibili.

Occorre anche valutare le distanze minime riportate nell’art. 27 al comma 2.

Nell’ art. 10 vediamo invece al primo comma che, non potendo rispettare anche parzialmente quanto asserito dal precedente art. 9 comma 1, le operazioni specializzate vengono considerate critiche. E’ interessante però non soffermarsi ad una lettura superficiale del presente articolo che stabilisce, nel seguito, molti dispositivi importanti. Uno per tutti, nel comma 6 si stabilisce come possa essere eventualmente approvato il sorvolo delle aree urbane ai soli SAPR dotati di un sistema di “command and control” in linea con quanto previsto dallo standard di certificazione EUROCAE ED-12 livello D di affidabilità progettuale.

Per quanto riguarda invece l’art. 12, “Operazioni con APR di massa operativa al decollo minore o uguale a 2 Kg”, si evince dal comma 1 che la non criticità delle operazioni in tutti gli scenari venga attestata “a condizione che gli aspetti progettuali e le tecniche costruttive dell’APR abbiano caratteristiche di inoffensività precedentemente accertate dall’ENAC o da soggetto da esso autorizzato”. Per tutti gli APR che non rispondano al presente requisito vale ancora l’ormai consueta dicotomia tra operazioni critiche e non critiche. Il comma 3 indica che il pilota debba necessariamente avere le attestazioni previste ma, nel comma 4, si evidenzia come in questo caso possa assumere le funzioni dell’operatore e, pur non essendo obbligato ad avere una struttura organizzativa complessa, debba comunque farsi carico di segnalazioni e registrazioni oltre che della corretta manutenzione del mezzo. Infine, nel comma 6, si ribadisce come l’operatore o il pilota, in funzione della tipologia organizzativa, siano comunque tenuti a presentare le dichiarazioni in accordo al comma 2 dell’ art. 9 del regolamento.

E’ evidente pertanto l’assoluta necessità di avere installate le targhette identificative su APR ed SPR, in linea peraltro con quanto previsto dal codice della navigazione art. 796 (obbligo di apporre i contrassegni di individuazione). Stesse considerazioni sulla necessità, nei casi applicabili, di effettuare l’attività sperimentale in quanto i risultati devono essere comunicati proprio tramite la dichiarazione di rispondenza.

Attualmente la maggioranza dei riconoscimenti per le operazioni non critiche sono validi quando si verifichino specifiche condizioni indicate dagli operatori attraverso algoritmi analitici derivanti da un’analisi del rischio all’altezza. Stessa procedura con minime differenze si applica per gli scenari relativi alle operazioni critiche nei cosiddetti scenari misti. Ritengo probabile che, anche quando sarà disponibile il nuovo web server su cui gli operatori (o i piloti nei casi in cui ciò sia possibile) caricheranno online le dichiarazioni, non si verificheranno grandi differenze sulla possibilità di non dover ripetere le dichiarazioni per ogni operazione di volo. Discorso a parte per le operazioni critiche in quanto, per evidente necessità di ottenere specifica autorizzazione da parte dell’Autorità, le condizioni e i limiti relativi potranno eventualmente far propendere per una dichiarazione unica subordinata al rispetto di specifiche condizioni o, in altri casi, ad un’autorizzazione ad hoc legata a data e luogo dello svolgimento delle attività.

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