Ho un drone sotto i tre etti, devo chiedere permessi per fare riprese video in città?

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L’avvocato Francesco Paolo Ballirano risponde ai dubbi dei lettori. Oggi ci occupiamo del quesito di un lettore che vuole chiarimenti sull’uso dei trecentini in città, nello specifico per le riprese video.
Ricordiamo che solo gli associati possono porre le loro questioni al legale, e le domande di interesse generale verranno pubblicate.
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Salve. Per poter fare il mio lavoro di fotografo in città, senza dover prendere il “patentino” Enac, ho modificato uno Spark per farlo stare sotto i tre etti, ho preparato la necessaria documentazione (manuali eccetera) e mi sono iscritto come operatore a Enac, naturalmente senza l’attestato di pilota remoto che per queste macchine non serve. Ma mi è stato detto che per fare riprese dall’alto in città occorre il permesso del Comune, è vero?

La “rivoluzione” introdotta dalla seconda edizione del Regolamento ENAC “Mezzi aerei a pilotaggio remoto”, con la creazione della categoria di droni con un peso massimo al decollo uguale o inferiore ai 300 grammi, ritenuti inoffensivi per definizione in qualsiasi scenario, non esime l’operatore dal tener conto delle altre autorizzazioni previste dalla normativa attuale, soprattutto quelle richieste dagli enti locali per quanto riguarda le riprese video.

Con riferimento al sorvolo nei centri cittadini delle grandi città, a volte le prescrizioni previste dall’ENAC, pur minime per i 300 grammi, non sono del tutto sufficienti. Infatti, è bene considerare che nonostante la relativa facilità dei permessi ENAC per lo svolgimento di operazioni specializzate per tale categoria di droni, bisogna comunque avere a che fare con ulteriori autorizzazioni richieste dalla pubblica amministrazione ed in particolare i Comuni, che rilasciano particolari autorizzazioni (con conseguente pagamento di diritti) per le riprese nei centri cittadini ed in determinate zone di interesse ambientale, storico e culturale.

Tra tutti, è bene citare i casi più rappresentativi, quali quelli dei Comuni di Milano e Roma, dove la normativa sulle riprese video è ben dettagliatta.

Milano e Roma

Per quanto riguarda il Comune di Milano, è previsto l’obbligo di preventiva autorizzazione per riprese video/fotografiche (e relativo pagamento di tariffa – qui il  link). In particolare, per le riprese fotografiche o video/cinematografiche/televisive (es. film, cortometraggio, videoclip, fiction, spot, documentario) nelle vie del centro storico, nei parchi, nelle zone a verde della città, nei musei civici e negli stabili di proprietà del Comune di Milano, è necessario ottenere il rilascio dell’autorizzazione al Settore Gabinetto del Sindaco Servizio Amministrativo Contabilità e Contributi.

Con particolare riferimento ai droni, le riprese potranno essere autorizzate solo in presenza della seguente documentazione, da presentarsi 15 giorni prima dell’inizio delle attività:

  • Autorizzazione Prefettura di Milano;
  • Autorizzazione ENAC (o documentazione che il drone non ne ha bisogno ex art 12 comma 5 per i “trecentini”).
  • Assicurazione;
  • Possesso di patente per l’utilizzo del drone (o documentazione che il drone non ne ha bisogno ex art 12 comma 5 per i “trecentini”).

Anche il Comune di Roma ha imposto regole simili, concedendo anche qui una vera e propria autorizzazione alle riprese anche se, per quel che qui interessa, in alcuni casi basta una semplice comunicazione “in carta libera” per le “riprese cinetelevisive effettuate con finalità commerciali in aree non soggette alla tariffa relativa ai beni culturali di proprietà di Roma Capitale, che non coinvolgano o creino impedimento alla normale circolazione viaria e che non comportino occupazione di suolo pubblico”.

Tali autorizzazioni, evidentemente pensate ed introdotte per riprese “a terra” e poi adattate a quelle effettuate a mezzo droni, creano non pochi interrogativi. Ed infatti, per quanto riguarda alle operazioni specializzate, sorge più di un dubbio sulla difficoltà di coordinamento con la normativa speciale prevista per le riprese effettuate tramite aeromobili.

Ed infatti, come noto, con il DPR n. 367 del 29 settembre 2000, sono state completamente liberalizzate le attività di riprese aeree. In particolare, l’art. 3 del DPR n. 367 del 29 settembre 2000, dispone che le riprese aeree sono consentite senza “preventivi atti di assenso da parte delle autorità e degli enti pubblici”. In tale contesto, gli obblighi dettati ed imposti dalle amministrazioni comunali mal si conciliano con la normativa in vigore, soprattutto quando la preventiva autorizzazione richiesta dai Comuni è potenzialmente inconciliabile con la completa liberalizzazione disposta, per le riprese aeree, dal DPR n. 367/2000, che ha l’evidente finalità di evitare qualsiasi “autorizzazione” preventiva per riprese aeree.

Infine, un diverso discorso per quanto riguarda la sicurezza. Pur rappresentando, quella dei 300 grammi, una categoria per definizione a basso rischio, è sempre bene, onde evitare qualsiasi tipo di conseguenza, soprattutto quando le operazioni specializzate potrebbero ingenerare, anche in via del tutto astratta, problemi dal punto di vista della sicurezza pubblica, coinvolgere le autorità locali e di polizia, attraverso opportune segnalazioni, anche a mezzo PEC, da inviare soprattutto alle Questure di competenza e per conoscenza all’Enac.

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