Voli irresponsabili con i droni: Chris Anderson dice basta!

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Solo la scorsa settimana una paio di incidenti senza feriti sono occorsi durante due manifestazioni pubbliche in alcuni stadi statunitensi, la prima durante il match valido per gli US Open di tennis durante la sfida tra Flavia Pennetta e Monica Nuculescu. La seconda durante il calcio di inizio in uno scontro tra squadre universitarie in impianto sportivo del Kentucjy.

Prende un posizione decisa Chris Anderson durante una intervista rilasciata al The Sydney Morning Herald, e dichiara che per prevenire queste spiacevoli situazioni serviranno il Geo Fence e il Dynamic No Fly Zone. In poche parole l’uso di funzioni software implementate all’interno degli stessi droni dai produttori, eviteranno che i piccoli UAV, possano decollare e volare vicino o sopra gli aeroporti o zone dichiarate sensibili e vietate.

Il recente aumento dei comportamenti irresponsabili di massa” prosegue Chris Anderson ceo di 3D Robotics e fondatore di DIY Drones (la più grossa comunità social internazionale che parla di UAV e droni) “finirà per danneggiare l’industria“.
Prosegue rincarando la dose – Una delle ironie di questo particolare momento è che abbiamo fatto droni così facili da far volare, che il processo per imparare a pilotarli, è così semplice che vengono saltate tutte le lezioni di sicurezza e responsabilità“, dice Anderson. Allo stesso modo la saggezza di un volo sicuro e responsabile non arriva automaticamente; certe persone stanno facendo cose stupide non perché lo sono, ma perchè non sono informate“.

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Blocchi e limitazioni software, sono le soluzioni proposta non solo da Chris Anderson, ma già implementate da molti droni pronti al volo presenti sul mercato. Basti pensare ad esempio allo Yuneec Q500, provato e testato dalla redazione di DronEzine, ad alcune versioni di firmware prodotti dal colosso cinese DJI Innovations. Se questi espedienti eviteranno in futuro situazioni spiacevoli, (ma non potranno prevederle tutte), sicuramente impediranno a chi con coscienza potrebbe e vorrebbe  fare dei lavori in prossimità di zone che stabilite a priori vengono considerate a rischio, ad esempio il volo al coperto in ampio hangar o capannoni nei pressi di un aerovia.

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