Enac pronta alla sforbiciata alle scuole di volo?

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Insieme al solito discorso sugli abusivi, problema al momento senza soluzione sollevato a ogni convegno, sono stati le scuole di volo e il nuovo percorso formativo previsto dal regolamento Enac a monopolizzare il seminario Sviluppo del mercato e sicurezza delle operazioni, secondo appuntamento di Dronitaly 2015.

Sollecitato dal pubblico, Alessandro Cardi, direttore centrale regolazione Tecnica Enac, ha provato a spiegare la logica che ha mosso l’ente di aviazione civile a mettere mano a questo punto, particolarmente importante per i piloti. Se nel primo regolamento avevamo l’urgenza di disegnare un percorso formativo in poco tempo, rispondendo a un mercato che si è evoluto prima delle regole”, ha spiegato Cardi, “ora i tempi sono maturi per alzare l’asticella e puntare a una maggiore qualità – e standardizzazione – dei corsi”.

L’obiettivo di Enac, insomma, è quello di creare di ridurre il numero delle scuole, ma di alta qualità e in grado di seguire tutto il processo formativo del pilota: sia il corso teorico che l’abilitazione pratica. Ciò non comporterà che chi si è certificato in questi anni debba rifare l’esame. Scaduto il termine di legge per la conversione del patentino (fissato per l’1 luglio del 2016), i piloti potranno recarsi ai centri di addestramento e l’esaminatore (altra figura nuova introdotta dalla recente normativa) valuterà se le competenze acquisite siano adatte o cosa manchi per rilasciare il nuovo certificato”.

Insomma si ragionerà in una logica di crediti formativi, sulla sorta di ciò che avviene nelle università o nei corsi di aggiornamento degli ordini professionali.

Tuttavia credo che i piloti possano essere soddisfatti”, rilancia Cardi, “visto che la nuova versione del regolamento dà loro molta più fiducia e responsabilità: vanno in pensione le distinzioni tra corsi teorici e pratici, si darà una sforbiciata alle scuole mantenendo solo chi garantirà formazioni di qualità e chi conseguirà il patentino potrà operare su una classe di macchine con caratteristiche simili, non solo sulla macchina su cui ha sostenuto l’esame pratico come avvenuto finora”.

Se quello delle scuole è stato il tema portante del convegno, i relatori Cardi, Cristiano Baldoni, responsabile SESAR ENAV; e Bruno Franchi, presidente Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo, sono stati sollecitati dal moderatore Sergio Barlochetti anche per quanto riguarda il tema dell’integrazione degli small drones (quelli che viaggiano sotto i 500 piedi) negli spazi aerei controllati: un tema legato a doppio filo ai delivery drones e alla nascita di una figura professionale che non si limita a pilotare a vista il velivolo, ma gestisce in remoto un’intera flotta. Su questo tema la normativa è molto in ritardo e non dà spazio di manovra. Spetterà alle lobby del mercato fare sì che gli enti nazionali europei e americani accolgano le loro richieste. Ma probabilmente nemmeno la prossima edizione di Dronitaly (settembre 2016) potrà dare buone nuove su questo argomento.

Ecco il video dell’intervento dell’ing.Alessandro Cardi di ENAC

 

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