Usa: no ai droni in settimana bianca?

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Dopo che la Federal Aviation Administration ha fatto sapere che il nuovo regolamento sui droni, previsto inizialmente per l’autunno, non sarà pronto se non per la prossima primavera, le catene alberghiere e le associazioni di resort invernali si preparano alla stagione sciistica di quest’anno con una questione in più da affrontare: vietare o non vietare l’uso dei droni ai proprio ospiti?

La National Ski Areas Association (NSAA), gruppo che riunisce 330 resort in tutto il paese, ha deciso la scorsa settimana di tagliare la testa al toro, optando per il ban. Un esempio delle ragioni di questa misura drastica possono essere apprese direttamente sul sito di uno dei resort del gruppo, il Crested Butte Mountain in Colorado, che ha messo a disposizione dei propri ospiti un’apposita drone policy che spiega attentamente cosa è possibile e cosa non è possibile fare.

“Per ragioni di sicurezza degli ospiti, del personale e della proprietà del resort, non è consentito adoperare UAS o droni aerei dal pubblico, inclusi utenti ricreazionali e hobbisti, senza la previa autorizzazione scritta del Resort. Il divieto riguarda droni per filmare o registrare, come pure qualsiasi drone usato da media o giornalisti sopra la proprietà del resort, e in generale qualunque drone che voli sopra la proprietà del resort, anche se decollato in altro luogo. […] La violazione di questa policy può determinare la sospensione dei tuoi privilegi sciistici, o la revoca del tuo pass stagionale”.

La policy include infine i contatti per richiedere le informazioni ed altri avvisi che rimandano alla corrente normativa della Federal Aviation Administration.

Anche se non specificato dalla policy del resort del Colorado, le linee guida della NSAA chiariscono che il ban non riguarda i droni che possono essere impiegati nella valutazione del rischio valanghe, per la ricerca ed il soccorso, per il sollevamento e la manutenzione di strutture ed equipaggiamenti.

Non tutte le associazioni alberghiere hanno però sposato la linea dura della NSAA. Alcune, come la Boyne Resorts (catena che comprende 10 aree sciistiche) prevedono infatti delle precise “drone zones” dove i clienti potranno liberamente volare con i loro droni consumer, previa registrazione.

Ma le limitazioni per gli ospiti possono trasformarsi in occasioni di business per gli operatori professionali autorizzati, alcuni dei quali stanno annunciando, proprio in questi giorni, partnership con diverse catene alberghiere per fornire in esclusiva per l’imminente stagione riprese aeree professionali ai visitatori delle strutture.

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