Raphael Pirker, l’aeromodellista che sfida la FAA

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Wired racconta la storia di Raphael Pirker, l’aeromodellista che sfida l’autorità aeronautica americana. Meglio noto come Trappy,  l’aeromodellista americano fondatore del team Black Sheep è stato denunciato dalla FAA per aver pilotato a scopo commerciale un aeromodello (per la precisione, un tuttala di polistirolo da pochi etti)  “in a careless or reckless manner so as to endanger the life or property of another” (con tale mancanza di prudenza da poter danneggiare la vita e la proprietà altrui). Ora però la Faa rischia grosso in tribunale: se dovesse dar ragione Trappy, cadrebbero di colpo le pregiudiziali che hanno di fatto permesso allì’Authority USA di proibire i voli commerciali con aeromodelli, droni e multirotori.

Gli avvocati di Trappy in effetti puntano al cuore della questione, e contestano alla FAA la giurisdizione su aeromodelli e piccoli droni. La vicenda giudiziaria tiene col fiato sospeso decine e decine di aziende che hanno tentato di fare business in America con droni e hanno ricevuto la minacciosa ingiunzione “cease an desist”, in altre parole la diffida da parte della FAA di continuare a fare il loro lavoro.

La FAA ha cominciato l’iter regolamentatorio e i test che la porteranno a fare regole certe per i droni civili nel 2015, e un eventuale sconfitta in tribunale non cambierebbe di una virgola il valore legale di queste future regole. Ma sconvolgerebbe la situazione attuale, in cui la tendenza è “in mancanza di regole, tutti a terra”; se Trappy vincesse, e il tribunale dichiarasse che la FAA non ha giurisdizione in materia, come chiedono gli avvocati delle pecore nere, allora tutto si ribalterebbe, e la tendenza diverrebbe “quel che non è proibito, è permesso”. O meglio, come dice l’avvocato newyorkese Brendan Schulman, difensore di Trappy, “There is no enforceable federal regulation concerning the operation of a model airplane (non ci sono leggi federali applicabili alle operazioni degli aeromodelli)”.

Che la FAA sia arrogante nel pretendere di mettere a terra tutti in attesa di fare un regolamento a suo comodo e coi suoi tempi è innegabile, ma senza regole provvisorie che diano delle linee guida, con buonsenso e senza proibizionismo, c’è il rischio che scoppi un far west; basta vedere il filmato di questa pagina, dove si vede Trappy all’opera, per rendersi conto che senza regole prima o poi ci scapperà il morto.

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