La FAA vince: ha pieno diritto a legiferare sui droni. Pirker ora è nei guai

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Tempo fa aveva suscitato un certo scalpore lo scivolone in tribunale della FAA, dell’Authority aeronautica americana, omologa della nostra ENAC, che aveva perso la causa contro Raphael Pirker, il capo del team Black Sheep: Pirker aveva fatto voli commerciali con un piccolo drone, e la cosa negli USA per la FAA è completamente illegale, con pochissime e onerosissime deroghe. La FAA l’aveva trascinato in tribunale, chiedendo per lui una multa da 10 mila dollari. In primo grado, i giudici avevano accolto la tesi dell’aeromodellista americano, che sosteneva che la FAA non è titolata per legiferare in tema di droni, aprendo un pericoloso vuoto legislativo. Ora entra in gioco la NTSB, National Transportation Safety Board, che ribadisce la piena autorità della FAA sulla questione, e va anche oltre, ribadendo il principio (peraltro esistente anche in Italia) per cui i droni sono aeromobili, il fatto che il pilota stia a bordo e stia a terra è del tutto ininfluente: “Aeromobile è qualunque oggetto volante” hanno detto testualmente.

Stabilito questo, una decisione che ha valore di legge, adesso per Pirker le cose si mettono male davvero: un nuovo processo dovrà stabilire se, oltre ad aver pilotato un aeromobile abusivamente, ha anche volato in modo incauto e imprudente, cosa che potrebbe avere conseguenze non solo civili ma anche penali.

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