Il 2020 storicamente sarà un anno da ricordare, non solo per le tristi vicende della pandemia da Covid-19 che ha provocato tante sofferenze, dolore e difficoltà economiche in tutte zone del globo,ma anche perché dovrebbe segnare una importante svolta normativa per gli utilizzatori di droni italiani ed europei.
Il 31 dicembre 2020 segna la data sul calendario dell’inizio della applicazione del regolamento europeo sui droni. Inizierà quindi una fase transitoria di due anni durante la quale i regolamenti nazionali lasceranno il posto a quelli definiti dalla Unione Europea.
Alle singole Autorithy degli stati membri che aderiscono a EASA, rimarranno comunque la gestione degli spazi aerei di volo, la gestione delle formazione e altri dettagli di non trascurabile conto.
Una rivoluzione quindi, possono pensare i sostenitori non del libero pensiero, ma del libero volo.
Una fase da controllare con molta attenzione per chi invece preferisce osservare i cambiamenti da vicino a mano a mano che verranno eseguiti.
Tante persone forse poco informate, pensano che “EASA soppianterà ENAC,finalmente!” Citiamo alcuni commenti che leggiamo sui social network.
In realtà se vogliamo analizzare la questione da un punto di vista formale, in primis EASA non emette regolamenti, ma suggerimenti e decisioni che verranno poi sottoposte a un comitato tecnico per trasformarle poi in leggi parlamentari pubblicate sulla Gazzetta Europea.
Inoltre ricordiamo che tra i 31 membri facenti parte della Agenzia sulla Sicurezza Aerea Europea, EASA per l’appunto fanno parte tutte le autorithy nazionali ENAC compresa.
Quindi EASA non è affatto un organismo esterno o che genererà un conflitto con l’Ente Nazionale Aviazione Civile.
In sostanza le direttive stabilite da una legge di livello superiore, europea per l’appunto, dovranno essere applicata e recepite anche a livello locale o nazionale che dir si voglia.
Le tempistiche per questo recepimento, potrebbero non essere immediate, chi lavora o a che fare con gli enti aeronautici, conosce bene questo tipo di approccio molto cautelativo e un po’ lungo se vogliamo.
Lo stesso ingegner Sebastiano Veccia funzionario ENAC, durante una delle ultime apparizioni in un webinar pubblico ha affermato che verrà emesso un “micro regolamento” – parole sue – per allineare la fase transitoria di quelli europei a quello italiano o a fine anno o i primi del mese di gennaio.
Probabilmente non ci sarà fretta oppure ci saranno altre questioni prioritarie rispetto a quella dei Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto.
A proposito sui regolamenti europei non si parla di SAPR ma di UAS. Un altro acronimo con il quale dovremo iniziare a prendere confidenza a fine anno a certamente a inizio 2021.
Tutto queste precisazioni per dire che, prima di iniziare a parlare di volo in città con una specie di “pace libera tutti” per i droni di una certa classe e di un certo peso, non vogliamo fare un articolo tecnico, ma sapete bene a cosa ci riferiamo; potrebbe passare un po’ di tempo.
Potrebbero nascere delle contingenze di ordine pubblico e sicurezza per le quali, alcune città medio o grandi, invocheranno diritti di segregazione dello spazio aereo sopra le loro zone sensibili.
Insomma staremo a vedere, siamo fiduciosi che il futuro del sistema unmanned, sia importante.
E’ stato dimostrato sia quanto i droni possano essere utili nelle operazioni di ricerca e soccorso. Sia quanto possano essere utili nelle operazioni di polizia, anche di quelle municipali.
Abbiamo visto e tocchiamo ferro, come tutto sommato nonostante l’invasione di droni nei nostri cieli, gli incidenti gravi siano stati quasi nulli. Certo statisticamente parlando prima o poi succederà qualcosa, ma se facciamo riferimento al traffico veicolare, ferroviario o marittimo, nessuno ha intenzione di bloccarli perché purtroppo quotidianamente succede un incidente, anche grave magari.
Con queste poche righe ci permettiamo quindi di augurare un Sereno Natale a tutti gli interessati al settore droni in Italia, o all’estero, con la speranza che nonostante il lockdown, si riesca a sconfiggere questo brutto virus e che con il ragionamento da parte di tutti, istituzioni e singoli cittadini, si possa creare un mondo migliore, con tanti droni vicino, ma non sopra alle nostre teste, usati per diletto e per lavoro.



