Droni in Italia, dal 31 dicembre 2020 senza un regolamento nazionale

Il 2020 è stato un anno molto impegnativo per tutti.
Cresciuto sotto la potente e instancabile morsa della pandemia da Covid-19 ha potuto segnare sul suo calendario tanti morti, troppi probabilmente e un sacco di feriti con cicatrici permanenti ai polmoni non risparmiando nessuna zona del globo terrestre.
Verrà ricordato sui libri di storia come l’anno del lockdown e della recessione economica, con tantissime persone fortunate a poter lavorare in smart working o in cassa integrazione, ma con migliaia di realtà che chiuderanno la loro attività per mancanza di introiti. Pensiamo ai trasporti aerei, alle agenzie di viaggi, ai ristoratori, alle mondo del intrattenimento, ma la lista non si esaurisce qui.

31 dicembre 2020 viene applicato il regolamento europeo sui droni e decade quello italiano

Noi ci occupiamo di droni e volendo far finta che le emergenze internazionali non ci riguardino, possiamo aggiungere alla lista del 2020 che è un anno di svolta per il mondo dei droni e della loro regolamentazione.
Dal 31 dicembre 2020 non è più in vigore il regolamento italiano emesso dall’Ente Nazionale Aviazione Civile.

Non siamo noi a dirlo, ma una comunicazione presente sul sito di ENAC che riporta i passi del regolamento europeo.

immagine di enac esenzione regomento 1139 art2 comma 3a
Rimangono solamente sotto la competenza nazionale: “gli aeromobili e ai loro motori, eliche, parti, equipaggiamenti non installati e dispositivi di controllo remoto impegnati in operazioni militari, doganali, di polizia, di ricerca e salvataggio, di lotta antincendio, di guardia di frontiera e costiera o in attività o servizi analoghi, effettuati sotto il controllo e la responsabilità di uno Stato membro, nell’interesse pubblico da, o per conto di, un organismo investito dei poteri di autorità pubblica, né al personale e alle organizzazioni che partecipano alle attività e ai servizi forniti da tali aeromobili;” – come recita per l’appunto l’articolo 2 comma 3 a del regolamento UE (2018)/1139 del 4 luglio 2018.

Alcuni funzionari dell’Ente dissero in un conferenza online che sarebbe stato emesso un micro regolamento esplicativo e concernente le questioni regolamentari che rimarranno di competenza di ENAC:
• gestione degli spazi aerei ovvero le aree di volo per i droni con le relative limitazioni
• gestione della formazione e degli attestati di competenza, a proposito ci è giunta voce non confermata che non potranno essere messi i CRO sino a data da destinarsi
• gestione degli obblighi assicurativi ecc..

Ad oggi tale regolamento o documento ufficiale non è stato pubblicato e la cosa è abbastanza triste se proprio vogliamo dirlo.
La data del 31 dicembre 2020 cioè la applicazione della fase transitoria nella quale il  regolamento europeo diventerà esecutivo al 100% nel corso dei prossimi anni, era abbastanza nota e da parecchio tempo.

Elenco dei regolamenti sui droni e data della loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Europea

Tra l’altro questo anzi questi regolamenti europei che normano il settore dei droni non sono giunti come un temporale estivo, anzi!
• Le bozze o con i suggerimenti di EASA Agenzia Europeo che si occupa della Sicurezza Aerea sono del 2018. Riferimento Opinion 01/2018
• Il regolamento Basico (UE) 2018/1139 è stato pubblicato sulla Gazzetta Europea nel 2018
• Il regolamento Delegato (UE) 2019/945 pubblicato sulla Gazzetta Europea il 12 marzo 2019
• Il regolamento Esecutivo (UE) 2019/947 pubblicato sulla Gazzetta Europea il 24 maggio 2019
E per finire le modifiche apportate con
• il regolamento di Esecutivo (UE) 2020/639 pubblicato sulla gazzetta Europea il 12 maggio 2020 che parla di scenari standard, e volo in VBLOS, oltre la linea visiva del pilota.
Per ultimo in ordine di datazione occorre ricordare che il giorno 1 luglio 2020 avrebbe dovuto essere applicato questo switch che causa pandemia da Covid-19 è stata posticipata al 31 dicembre 2020.

Duole quindi notare questa inopportuna e inspiegabile mancanza di tempestività da parte della Autorithy nazionale che speriamo colmi quanti prima questa lacuna.
In questo modo  sembra che stia dimostrando al comparto droni – i quali da ora in avanti perderanno il termine SAPR lasciando il posto a UAS – che è la prima a non rispettare le scadenze  e le roadmap scandite dalle leggi europee.

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