Anche i droni italiani nell’operazione militare contro le tragedie dell’immigrazione

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Mare Nostrum «sarà un’operazione militare ed umanitaria e prevede il rafforzamento del dispositivo di sorveglianza e soccorso in alto mare per incrementare il livello sicurezza delle vite umane» ha detto il ministro della Difesa Mario Mauro, al termine del vertice di Palazzo Chigi sul’emergenza immigrazione. E, ha aggiunto il ministro, nel pattugliamento verranno impiegati anche i droni in forza alla nostra aviazione (nell’immagine, un Reaper italiano).

I reaper utilizzati nell’operazione Mare Nostrum  sono General Atomics MQ-9 Reaper (originariamente conosciuto come Predator B) progettato per la sorveglianza a lunga autonomia, fino a 28 ore, a elevate altitudini (15 mila metri). Il costo unitario è di circa 10 milioni di dollari, ha un’apertura alare di 20 metri e una velocità operativa di poco inferiore ai 500 km/h.
Può essere armato, ma è difficile che lo sia in questo frangente; quel che è certo è che saranno equipaggiati con sensori elettrottici, scanner IR, radar ad apertura sintetica (SAR).

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