C’era da aspettarselo: droni banditi dai mondiali di sci

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“Cose del genere non potranno ripetersi più” dice la Federazione Internazionale di sci. L’incidente di Madonna di Campiglio ha avuto un effetto immediato: la Federazione ha bandito i droni dalle gare di Coppa del Mondo. La terribile figuraccia italiana mette dunque a terra tutti gli operatori interessati a operare sulle piste del mondiale, in ogni angolo del mondo. Durissimo, ma inevitabile, il commento del direttore di gara di Madonna di Campiglio,  Markus Waldner in una intervista ad Associated Press: “Finché io sarò responsabile, i droni saranno proibiti. Sono una pessima cosa per la sicurezza”. Una pietra sopra, che  arriva a freddo (è il caso di dirlo) visto che Waldner ha aspettato il giorno dopo l’incidente per rilasciare dichiarazioni. E non nasconde la sua rabbia: “E’ stata solo fortuna se Marcel non è stato colpito. Sono furioso”. Dal canto suo, lo sciatore Marcel Hirscher, evitato di un soffio dal drone, definisce pazzesco quel che è successo, e non possiamo dargli torto: “Oggi abbiamo a disposizione cose fantastiche” ha detto. “Ma bisogna garantire la sicurezza, quel che è successo è semplicemente pazzesco. Immaginate cosa può succedere quando dieci chili precipitano da venti metri”. Hircher ha confermato di non essersi accorto dello scampato pericolo: “Ho sentito qualcosa, pensavo fosse una porta dello slalom”.

L’impatto del drone



Gli organizzatori lanciano accuse precise all’operatore del drone, sul cui operato ENAC ha aperto un’inchiesta ed è già scattata la sospensione cautelare delle autorizzazioni: “Il pilota non ha seguito le nostre istruzioni” dice il direttore di gara riportato da Usa Today. “Gli era stato detto di volare fuori dal tracciato della pista e seguire i concorrenti a non meno di 15 metri di distanza. Se lo avesse fatto, avrebbe avuto margini di sicurezza”. Nel commento ai fatti di Madonna di Campiglio La  FIS scrive che “In Italia le regole sui droni sono più lasche che altrove, in Austria e in Svizzera è proibito volare sulla folla”. Veramente è vietatissimo anche da noi, anche se non tutti se lo ricordano. O meglio, fan finta di non ricordarselo.

Dal canto suo l’agenzia responsabile delle riprese video, la svizzera Infront, che ha i diritti video delle gare di coppe del mondo, si dice “Estremamente sollevata” da fatto che non ci siano stati feriti. “Allo stesso tempo prendiamo molto seriamente quel che è successo e stiamo investigando sulle cause. Appena avremo novità le comunicheremo”. I droni sono stati usati in passato molte volte per riprendere sport invernali, specialmente alle olimpiadi di Sochi (a cui si riferisce la foto d’apertura). Speriamo che tutto ciò non debba finire proprio a causa di un incidente in Italia occorso a operatori italiani. Intanto quel che è certo è che ci siamo giocati il circo bianco della Coppa del Mondo.

 

 

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